27 GENNAIO, ECCO LA MIA GIORNATA DELLA MEMORIA

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In questo giorno ricorre l’anniversario della liberazione del tristemente noto campo di concentramento di Auschwitz. Un giorno, il 27 gennaio, che è diventato simbolo degli orrori del nazifascismo e che ci richiama al nostro dovere di ricordare e a riconoscere questa memoria per le generazioni presenti e future, affinché gli errori del passato non vengano dimenticati e ripetuti.

Posa delle "Pietre d'inciampo". Foto tratta da: https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/cinque-nuove-pietre-d-inciampo-nella-giornata-della-memoria-1.3334784

Posa delle “Pietre d’inciampo”. Foto tratta da: https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/cinque-nuove-pietre-d-inciampo-nella-giornata-della-memoria-1.3334784

Stavolta, però, questa giornata ha per me un volto diverso: quello del mio bisnonno paterno, Giulio Angeli. Gli studenti del Liceo Canossa Campus di Brescia, che ringrazio profondamente, hanno messo in atto uno scrupoloso lavoro di ricerca di cui hanno voluto mettermi a parte da cui è emersa la storia di quest’uomo tra i tanti che scelsero di non uniformarsi alla maggioranza silenziosa dei loro concittadini, supini all’ideologia nazifascista, ma optarono per la strada più difficile: la ribellione.

Il 28 novembre 1943 il mio bisnonno fu arrestato per non aver piegato la testa, iniziando il travagliato viaggio che il 9 ottobre 1944 lo portò al campo di concentramento di Dachau come prigioniero per motivi politici. Proprio a Dachau, dopo mesi di atroci sofferenze, morì l’8 febbraio del 1945, a soli 53 anni.

Giulio Angeli era mosso da quel coraggio che nasce dall’indignazione, dall’onestà morale e dal senso profondo di giustizia che chiede rispetto e dignità per tutti, in particolare per chi soffre ed è di umili condizioni. Per questo tornò dall’esilio in Francia e diede il suo contributo alla causa della Resistenza, pur sapendo che avrebbe pagato a caro prezzo questa decisione.

Sono orgogliosa di sapere che questo uomo fosse il mio bisnonno, il mio solo rammarico è non avere saputo prima della sua storia perchè non ho contatti con il lato paterno della mia famiglia dalla mia infanzia. Per questo ringrazio doppiamente la città di Brescia e tutte le istituzioni coinvolte per la posa della pietra d’inciampo in sua memoria, opera dell’artista Gunter Demnig. Perchè oltre ad avermi fatto conoscere un pezzo doloroso ma importante della mia storia familiare, questa celebrazione lancia un segnale forte e chiaro: coloro che scelsero i valori della giustizia, della libertà e della democrazia vivranno in eterno nella nostra memoria. Agli ignavi, agli ipocriti e agli indifferenti non rimane che l’oblio.

Oggi più che mai, bisogna ribadire la sacralità dei valori democratici per cui il mio bisnonno e molti altri hanno dato la propria vita e l’importanza di lottare, senza retorica e strumentalizzazioni, contro tutte le forme di pensiero che vorrebbero cancellare la libertà della democrazia con la schiavitù della dittatura.

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