Autocensura e complicità, arduo confine

 

Questo è il post che ho pubblicato su Facebook:

Perchè Repubblica si autocensura su indagine su associazione a delinquere di stampo mafioso che sta terremotando l’intera classe politica PD/FI che spadroneggia su Roma da 20 anni?
Stamattina mi è stata segnalato l’articolo di Repubblica.it a firma Federica Angeli che raccontava della maxi operazione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza coordinati dalla Procura di Roma in corso proprio in queste ore nella mia città. Nomi di primo piano della politica romana e di amministratori messi dalla politica venivano citati, insieme a l’ombra lunga della Banda della Magliana. Nonostante fossi in commissione e leggessi al volo l’articolo, c’è stato un passaggio che mi ha molto COLPITO per la forte critica che non mi aspettavo da un giornalista di Repubblica e che ho copiato/incollato sul mio status, così come alcuni di voi hanno giustamente notato. E mancava un passaggio di quell’articolo, quello con maggiore pathos che sottolineava che “no, (i politici) non potevano non sapere” che non ho voluto mettere per cercare di essere più fredda possibile nel riportarvi i fatti. Ecco, la parte che io ho messo nel post di stamattina ( e che trovate sotto stampata nella versione originale) e l’aggiunta che ho virgolettato qualche riga sopra, presente stamattina sull’articolo di Repubblica, questa parte è ora SCOMPARSA (come vedete nella foto di come è l’articolo ora).

repubblicacopertina
Chi ha tolto il passaggio assolutamente legittimo in cui la giornalista evidenziava che LA POLITICA ROMANA NON POTEVA NON SAPERE le dimensioni di questa ragnatela che ingloba ex terroristi, criminali, manager pubblici, politici delle larghe intese ha censurato questo passaggio molto forte e che sicuramente avrebbe innescato una riflessione anche in un lettore veloce quale ero io stata io stamattina.
Ma si sa, mai aiutare le persone a pensare. E magari ricordare…

via Roberta Lombardi Pagina Ufficiale Facebook.


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