Balle, solo balle, niente altro che balle

 

Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti? Sì, dal 2018, forse, sempre che nel frattempo non intervenga una nuova legge e ammesso che questo annunciato decreto legge si trasformi effettivamente in legge entro i prossimi due mesi.

Ma cerchiamo di capire cosa contiene il pacco di Natale di Letta.

1. Certificazione dei bilanci dei partiti da parte di società di revisione esterne. Peccato, però, che nel caso in cui tale certificazione manchi del tutto o presenti irregolarità, la società non è sottoposta ad alcuna sanzione. Peraltro, quando il caro Lusi rubava milioni di euro alla Margherita, i conti del partito non erano certificati dalla KPMG?
Comunque, se proprio il lavoro svolto dai revisori non dovesse soddisfare i più pignoli, allora il partito è sanzionato, pensate, addirittura con l’esclusione dal due per mille! In effetti, considerando l’amore incondizionato dei cittadini verso i partiti, c’è da aspettarsi che dalle casse dei contribuenti scorreranno veri e propri fiumi di soldi verso le tasche dei politici…quindi sai che perdita il due per mille!

2. In queste ore si dice anche: Finalmente, saranno i cittadini a scegliere se finanziare i partiti….E certo, tanto se questi soldi non dovessero arrivare mai – possibilità peraltro abbastanza verosimile e di cui i partiti sono ben consapevoli – ci pensano i grossi gruppi finanziari a sostenere l’attività dei partiti; bhè, ovviamente solo di quelli scelti da loro, ma non si può avere tutto: per ora ci saranno partiti foraggiati da potenti lobby e che, di conseguenza, cureranno solo gli interessi di queste società; rigorosamente sotto banco e lontano da controlli di sorta; poi, forse, un domani al Governo ci sarà anche qualcuno che si preoccuperà della gente comune, che vuole partecipare alla politica attraverso micro donazioni e senza legami oscuri e fetidi; ma fino a quel momento ideale, i ricconi finanziatori dei partiti potranno godere di una serie di agevolazioni fiscali spropositate.

3. A proposito di fisco, una chicca del decreto Letta riguarda le detrazioni concesse per le spese di iscrizione a corsi di formazione politica: una forma di finanziamento indiretto ai partiti del tutto smisurata, specie se si considera che più che corsi di formazione si tratta di luoghi preposti all’indottrinamento e alla lobotomizzazione, come si scopre se si curiosa nei siti di queste scuole.

Questo solo per tacere degli altri capolavori annidati tra le varie norme del decreto, esempi di inganni e raggiri degni del miglior prestigiatore. Peccato solo che non si tratti di uno spettacolo di magia, ma, ancora una volta, della carne viva della gente.

Ci risiamo: ormai Letta le balle se le gioca pure due volte! E siccome non c’è due senza tre…

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