Call Center, il nostro impegno a difesa di utenti e lavoratori

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Call Center, il nostro impegno a difesa di utenti e lavoratori. “Qualche giorno fa abbiamo incontrato di nuovo i lavoratori di AlmavivA Contact. Vi ricorderete? Qualche mese fa li avevamo visti. Erano venuti sotto Montecitorio a manifestare la loro preoccupazione, perché la loro azienda, una delle aziende primarie che evoca servizi di call center in Italia e anche all’estero, sta attraversando un momento di difficoltà e conseguentemente loro rischiano il posto di lavoro.

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Perché questa aziende sta avendo difficoltà? Perché è diventata improvvisamente meno competitiva o perché sono impazziti i vertici aziendali? No. Semplicemente, perché i committenti pubblici e privati dei servizi di call center di cui fanno richiesta ad AlmavivA Contact, ultimamente stanno privilegiando delle offerte commerciali molto più basse. E come è possibile? Potrebbe essere che questa azienda non sia competitiva? In realtà, quello ad essere più basso è il costo del lavoro. Perché? Molti degli operatori di call center che lavorano in Italia stanno prendendo l’abitudine di delocalizzare all’estero i punti di call center dove lavorano gli operatori.

Che Cosa significa delocalizzare all’estero? Significa innanzitutto violare una legge che è l’Art.24bis del D.L. 83/2012 del mai troppo compianto monti, ovviamente sono ironica, che prevede in caso di delocalizzazione che l’azienda non possa più ricevere contributi pubblici, al costo delle risorse umane. E che se io chiamo un operatore di call center e gli do i miei dati personali e anche dati sensibili. Non ci dimentichiamo che i call center è anche quello dei Cup e delle varie Asl per fare visite mediche, ad esempio. Se io chiamo ho il diritto di sapere se i miei dati verranno trattati in Italia, secondo la normativa della privacy Italiana. O se magari verranno trattati e quindi con chissà con che quale normativa? Gestiti magari all’estero! Quante volte noi abbiamo chiamato un call center e abbiamo sentito una voce straniera che rispondeva. Sfido chiunque di voi, ad avere mai ricevuto prima la richiesta, se far proseguire la chiamata in Italia o all’estero?

Ecco questa è una violazione di legge che prevede una sanzione. Ora il Ministero dello Sviluppo Economico, su sollecitazione di AlmavivA Contact e altre aziende, che lavorano correttamente e per questo hanno un lavoro del costo più alto! Perché non delocalizzano all’estero e quindi la manodopera non la pagano 3€ l’ora. Su sollecitazioni di queste aziende sane, il ministero per le attività produttive, ha emesso, tra dicembre e gennaio, una serie di comunicati in cui in effetti affermava che c’erano dei problemi del rispetto della legge! “GUARDA UN PO’..STRANO…IN ITALIA NON CAPITA MAI!”Che avrebbe provveduto ad applicare queste sanzioni.

Quindi noi adesso abbiamo presentato un Question time, proprio al Ministero dello Sviluppo Economico, chiedendo se queste attività di ispezione è andata avanti, se è finita di avere un report di questa attività di ispezioni, soprattutto un report delle sanzioni che sono state combinate alle aziende che non hanno rispettato la legge. Stiamo scrivendo al Ministero del Lavoro per avere un interpello su questa normativa, che tutela, ovviamente, il costo della manodopera che non può scendere sotto i minimi tabellari dei contratti collettivi di lavoro.

Stiamo scrivendo anche a uno dei maggiori operatori telefonici italiani che è Wind. Proprio in questi giorni in Sicilia deve decidere se rinnovare il contratto, affidandolo ancora una volta ad AlmavivA Contact, come negli ultimi anni, oppure dandolo ad un altro operatore di call center che è sceso ad un prezzo più basso: il 30% più basso rispetto all’offerta degli altri competitor tra cui Almaviva Contact.

E perché è sceso così tanto di prezzo? Perché sta usando manodopera all’estero, delocalizzando!

Pensateci quando telefonerete la prossima volta a un call center Wind e vedete che cosa vi dicono, se vi risponde un operatore Italiano o un operatore estero.”

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