Caso TIM: a Febbraio entrerà in vigore il nuovo atto unilaterale.

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Il 6 ottobre 2016 l’azienda Telecom Italia annunciò la decisione di disdire – a partire da Febbraio 2017 – gli accordi collettivi integrativi del 14 e 15 maggio 2008, con la conseguente attuazione di un nuovo atto unilaterale decisamente svantaggioso per i lavoratori. Per questo motivo, a tale annuncio fecero seguito le proteste dei dipendenti TIM, scesi nelle piazze per manifestare il loro malcontento nella speranza di essere ascoltati.

Dato il silenzio dei media e dei ministri competenti ci pensammo noi, attraverso un’Interrogazione, a portare la questione TIM all’attenzione del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: settimane di proteste da parte dei lavoratori che denunciavano delle condizioni lavorative disagevoli non potevano passare in sordina. La risposta all’interrogazione, arrivata il 12 Gennaio, non è stata assolutamente soddisfacente: nel dichiarare candidamente che era tutto a posto e che i lavoratori non avevano nulla da temere ha dato l’impressione di essere uscita direttamente dall’ufficio legale o dall’ufficio marketing e relazioni istituzionali della stessa TIM. Il Ministero dal canto suo aveva garantito che avrebbe comunque vigilato sulla situazione.

Ebbene, qualcosa in questi giorni deve essere andato storto dal momento che – nonostante tale opera di “vigilanza” – il 23 Gennaio la Telecom Italia ha indetto un’incontro con le RSU durante il quale è stato confermato quanto già annunciato lo scorso 6 Ottobre: dal 1 Febbraio entrerà in vigore un nuovo atto unilaterale che andrà a peggiorare le condizioni dei dipendenti dell’azienda. Nello specifico, tale accordo prevede l’adozione dei seguenti strumenti (tra i vari):

  • controllo a distanza;
  • sottoscrizione di un nuovo accordo di secondo livello scritto dall’azienda che sostituirebbe gli Accordi di luglio 2000, di luglio 2001 e di maggio 2008;
  • demansionamenti fino a due livelli in meno;
  • obbligo di fruizione di permessi e ferie entro l’anno, con conseguente imposizione aziendale di permessi e ferie anche non programmati dal lavoratore, aggiungendo che quelli non fruiti non saranno più disponibili per il lavoratore;
  • riduzione di due giorni delle ferie;
  • riduzione delle ore di permesso a disposizione;
  • superamento del salario accessorio ai tecnici (tute rosse), sottraendo reperibilità, mancato rientro e modifica turni;
  • sospensione degli scatti di anzianità;
  • assegnazione del premio annuo ai soli lavoratori assunti fino al primo ottobre 2016;
  • sostituzione della maggiorazione per le festività che cadano di domenica con permessi retribuiti.

Il management aziendale dunque ha confermato la sua incapacità gestionale nel voler ridurre i veri costi tagliando i diritti e la dignità dei lavoratori, il tutto senza intaccare minimamente i propri privilegi – tra cui spiccano bonus MILIONARI, non giustificabili visto il bilancio non entusiasmante della Telecom Italia. La TIM rappresenta ancora una volta l’emblema negativo di tutte le privatizzazioni. Ma se i manager possono muoversi tanto liberamente è certo colpa del Jobs Act, che ha messo i datori di lavoro in una condizione di forza assoluta nei confronti dei propri dipendenti.

Purtroppo, questo caso è l’ennesima dimostrazione di come i lavoratori italiani siano attualmente poco tutelati, trovandosi a dover pagare pesantemente le scelte fallimentari dei vertici aziendali e di un Governo che dà vita a politiche del lavoro indegne per poi rimanere a guardare quando queste vengono attuate, con tutti i problemi che ne derivano. Noi del MoVimento 5 Stelle non possiamo accettarlo e, ancora una volta, ci schieriamo dalla parte dei lavoratori.

Ecco il mio video a riguardo: https://youtu.be/ZaqwjrgoNtQ

 

5 thoughts on “Caso TIM: a Febbraio entrerà in vigore il nuovo atto unilaterale.”

  1. bruno giuliano scrive:

    Non lasciateci soli, da circa 20 anni la mia azienda, perché dopo avergli dedicato 30 anni della mia vita la ritengo tale, è sottoposta a questo tipo di azioni, da parte di manager che pensano più a fare finanza che imprenditoria.
    Per loro è tutto barattabile con una possibilità di guadagno, e questa filosofia ha portato noi dipendenti a perdere non solo condizioni accetabili di lavoro, ma anche dignità nella nostra vita perché non più in grado di garantire un futuro accettabile ai nostri figli.
    È sempre stato tenuto tutto nascosto coscientemente così da permettere nel silenzio a questi signori di agire indisturbati.
    Politici giornalisti tutti hanno taciuto, ora vi prego abbiate il buon senso di non lasciare incompiuto quello che avete iniziato.
    Noi stiamo facendo la nostra parte, voi fate la vostra.
    Grazie

     
  2. salvatore scrive:

    Grazie.Da dipendente spero che riusciate a darci una mano.siamo in mano a dei despota che non capiscono nulla del modo di fare un piano industriale se non stabilere il loro premio sulle nostre spalle

     
  3. Marco scrive:

    Grazie mille Roberta. Siamo stati lasciati soli, senza che nessuno voglia ascoltare la nostra voce. Grazie di cuore

     
  4. gianfranco lombardo scrive:

    Lavoratori telecom…alle votazioni bisogna votare compatti x il movimento 5 stelle, perché quando saranno al governo elimineranno i privilegi anche dei dirigenti ad alto livello…..è l’unico modo per rimettere in sesto l’italia e il mondo del lavoro

     
  5. Paolo scrive:

    Grazie per il sostegno. Noi intanto facciamo il secondo sciopero con grande sacrificio economico che dopo anni di solidarietà comincia a farsi sentire. Se possibile esercitate più pressione che potete verso il governo

     

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