CYBER SECURITY: Nuovi fondi per la Polizia postale e delle comunicazioni.

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In una società sempre più digitalizzata come quella attuale, dove la vita quotidiana è intrecciata a doppio filo con la realtà virtuale dei social network, la cyber security è più che mai un tema rilevante e attuale. L’elevata diffusione di dispositivi multimediali connessi alla rete come smartphone, tablet e personal computer, oltre ad essere una importantissima risorsa per la società, purtroppo può anche rivelarsi come una buona cassa di risonanza per la proliferazione di atti illegali.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni svolge l’importantissima funzione di vigilare sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti in materia di telecomunicazioni e sull’uso distorto delle tecnologie, nonché di impedire che esse divengano veicolo di illegalità. Ad esempio, essa contrasta tutti i reati che avvengono per mezzo della rete informatica e telefonica come stalking, molestie, cyber bullismo, clonazioni e simili. Grazie alla sua presenza capillare sul territorio, essa riesce a contrastare fenomeni come la pedofilia on-line, gli attacchi a sistemi informatici, e le truffe perpetrate grazie all’utilizzo fraudolento di codici di carte di credito o di debito. Questi sono solo alcuni esempi delle attività illegali di cui la Polizia Postale si occupa. Tra l’altro i Compartimenti e le Sezioni sono ospitati da Poste Italiane, che finanziano anche apparecchiature e software, pertanto queste non gravano sul bilancio dello Stato, ma costituiscono un servizio a costo zero.

Malgrado ciò, il Governo – che pure nella scorsa Legge di Stabilità aveva previsto lo stanziamento di 150 milioni di euro per la cyber security, finalizzato al potenziamento degli interventi e delle dotazioni strumentali in materia di protezione cibernetica e di sicurezza informatica nazionali –  ha poi scelto (in palese contraddizione) di chiudere tutte le sezioni provinciali della Polizia delle comunicazioni, ad eccezione di quelle presenti nelle sedi di Corte di appello, col fine di razionalizzare le risorse umane e logistiche. Una decisione inaccettabile, che porterebbe ad un netto peggioramento nella qualità del servizio – con un numero crescente di reati segnalati e un minor numero di uffici a poterli gestire, senza contare che non tutte le province sono sede di Corte di appello, con una conseguente disomogeneità del servizio ai danni dei cittadini.

Per questo motivo, il 19 Dicembre 2015 avevo presentato un Ordine del Giorno alla Camera  chiedendo al Governo di impegnarsi a prendere in considerazione lo stanziamento di una parte del fondo destinato dal Governo alla cyber security in favore della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Il 29 Ottobre il Ministro dell’Interno ha finalmente trasmesso, con una lettera, una nota relativa all’attuazione di questo Ordine del Giorno a mia firma, come si può leggere alle pp. 5-6 del seguente documento: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/assemblea/html/sed0701/leg.17.sed0701.allegato_a.pdf

 

 

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