Emergenza abitativa in Italia: ecco il perché!

Emergenza abitativa in Italia: ecco il perché
 

Pochi giorni fa abbiamo presentato un’Interpellanza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministro dell’Interno per comprendere come sono stati spesi i soldi pubblici per l’emergenza abitativa, in particolare a Roma, ma con riferimento a tutta l’Italia.

Abbiamo scoperto che sono stati dati aiuti di stato alle imprese il tutto senza garantire le finalità per cui quel denaro “pubblico” era stato dato.

Abbiamo vigilato e chiesto spiegazioni sui finanziamenti relativi sia alle leggi 22 ottobre 1971 n. 865 e 17 febbraio 1992 n. 179 (Norme per l’edilizia residenziale pubblica o edilizia sociale, dall’inglese social housing) – ERP –, espressione con cui ci si riferisce a tre tipologie di operazioni edilizie che vedono l’attivazione della pubblica amministrazione statale, a livello nazionale e/o locale, per offrire ai consociati immobili abitativi in proprietà, in locazione o in superficie, che si suole distinguere in:
a) edilizia residenziale sovvenzionata di esclusiva proprietà pubblica;
b) edilizia residenziale agevolata in proprietà e/o a canone calmierato;
c) edilizia residenziale convenzionata in diritto di superficie o proprietà.
In tutti e tre i casi abbiamo riscontrato irregolarità e persino reati.

In sostanza il Ministero delle Infrastrutture ha erogato finanziamenti pubblici attraverso le Regioni a fondo perduto per poter costruire immobili in favore di soggetti in emergenza abitativa: quindi con una finalità ben precisa.

Nel marzo 2012 Asia Usb attraverso una denuncia penale presentata dall’avvocato Vincenzo Perticaro, venivano contestava una serie di illegittimità nella procedura seguita nell’applicazione dei canoni agli inquilini, ma ancor di più l’uso distorto dei finanziamenti pubblici da parte dei beneficiari, con la conseguenza che il Gip di Roma su richiesta della Procura ha proceduto al sequestro di 326 alloggi di costruiti da società che appartenevano al consorzio Vesta, assegnandone la custodia agli inquilini titolari del relativo contratto di locazione.

Gli inquilini pagavano canoni di locazione uguali a quelli del libero mercato. Infatti, pagavano i loro canoni sulla base di tabelle erronee alle quali non era stato decurtato il contrbuto pubblico.

Ebbene, dopo le denunce Regione Lazio e Comune di Roma hanno pubblicato le nuove tabelle che comportano per gli inquilini dei canoni di locazione molto più bassi di quelli applicati ed in alcuni casi dimezzati.

Da quanto accaduto è emerso che gli inquilini degli immobili di edilizia residenziale pubblica appartenenti alle fasce deboli vantano un credito nei confronti delle società e cooperative edilizie in quanto il contributo erogato dalla regione a fondo perduto doveva essere detratto dal prezzo massimo di cessione preso a base per il calcolo del canone di locazione, così come ha determinato recentemente anche dal TAR del Lazio con la sentenza N. 06800/2014 REG.PROV.COLL del 26 giugno 2014;

Ma cosa ancor più grave riguarda la circostanza che, le stesse problematiche suindicate stanno interessando anche gli immobili costruiti ex articolo 18 del decreto-legge n. 152 del 1991 convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203. In pratica si tratta di immobili destinati agli agenti di Polizia, Guardia di finanza, Carabinieri addetti alla lotta alla criminalità organizzata a cui possono accedere attraverso opportuna procedura di assegnazione.

Noi chiediamo ai Ministeri di fare chiarezza su queste vicende, perché parliamo di soldi pubblici concessi ai costruttori con un determinato scopo.

One thought on “Emergenza abitativa in Italia: ecco il perché!”

  1. Che strano …. i soldi pubblici regalati a destra e a manca senza una finalita’! Meglio gli alberghi per i Rom e gli immigrati.

     

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