Enasarco e la matematica

enasarco e la matematica
 

Roma, 26 giu. (TMNews) – La Fondazione Enasarco, che gestisce la previdenza e l’assistenza degli agenti e dei rappresentanti di commercio, ha chiuso il 2013 con un utile pari a 101 milioni di euro (già diminuito di euro 5,1 milioni che costituiscono la somma destinata preventivamente al Fondo Firr, il Trattamento di fine rapporto degli iscritti). Lo rende noto la Fondazione Enasarco al termine del consiglio di amministrazione che ha esaminato e approvato il Bilancio consuntivo 2013, sottolineando che il 2013 è stato un “anno complesso” a causa della crisi in cui il cda della Fondazione è stato chiamato ad assumere decisioni “coraggiose e di rilievo”.
Grazie all’approvazione ed alla graduale entrata in vigore del nuovo Regolamento delle attività istituzionali, Enasarco oggi, informa una nota, “può vedere confermata una salda tenuta finanziaria, tale da assicurare la stabile e duratura erogazione delle pensioni attuali e di quelle che gli agenti in attività stanno maturando, oltre che di tutte le altre prestazioni previste. Il flusso contributivo ha fatto registrate nel 2013 una significativa crescita, consolidando un positivo incremento rispetto al 2012, pari a circa 42 milioni di euro. Anche i contributi dell’assistenza sono decisamente aumentati: circa 8 milioni di euro in più rispetto al 2012. I contributi previdenziali, in particolare, sono ammontati a 862 milioni di euro, rispetto agli 820 del 2012, mentre la spesa per pensioni è cresciuta del 3,5%.
Il disavanzo della previdenza è diminuito, rispetto al 2012, di circa 14 milioni di euro mentre il saldo della gestione assistenza è stato positivo per 54,3 milioni di euro. La gestione istituzionale evidenzia così, complessivamente, un risultato positivo di 35 milioni di euro, a fronte dell’avanzo di 13 milioni nel 2012 e di quello del bilancio tecnico previsto in euro 7 milioni”. “Il 2013 – si legge nel comunicato – è stato un anno complesso, in cui il consiglio di amministrazione della Fondazione è stato chiamato ad assumere decisioni coraggiose e di rilievo. Allo stesso tempo è stato un anno di grandi innovazioni e di rilevante impegno per la vita della Fondazione Enasarco. L’efficienza dei servizi e la trasparenza di azioni e decisioni sono state gli obiettivi indicati al mondo esterno e all’intera struttura come presupposti indispensabili per ogni successiva azione di risanamento, di crescita e di sviluppo in ogni ambito operativo della Fondazione”.
In particolare, prosegue la nota, “la governance degli investimenti finanziari della Fondazione è stata completamente ristrutturata introducendo, attraverso uno specifico e innovativo regolamento approvato dai Ministeri vigilanti, un sistema di responsabilità autonome, distinte ed incrociate. La Fondazione Enasarco è stata la prima e per ora l’unica Cassa di previdenza privatizzata a dotarsi di uno strumento di questo tipo per la gestione delle risorse finanziarie. Così si colma un vuoto legislativo ventennale”. “L’esercizio 2013, al pari di quello precedente, ha risentito della crisi economica e finanziaria. L’evidenza maggiore – si legge – riusciamo ad averla osservando l’andamento del numero degli agenti che versano annualmente il contributo, oramai da alcuni anni decrescente. In una crisi sistemica e prolungata quale quella che stiamo vivendo, si sta modificando radicalmente il mestiere dell’agente di commercio. Osservando l’attuale sistema economico e produttivo è evidente che il mestiere dell’agente di commercio non sta scomparendo, ma viene svolto attraverso forme contrattuali più evolute e in continuo cambiamento”.
Tornando ai risultati, il patrimonio netto della Fondazione Enasarco, per effetto dell’utile realizzato, è pari a 4.349 milioni di euro contro i 4.248 milioni di euro del 2012. Positivi i risultati nell’ambito della gestione immobiliare e finanziaria. La gestione immobiliare dei canoni di locazione mostra un saldo negativo di 11 milioni di euro (8 milioni di euro positivi nel 2012), la cui diminuzione, rispetto all’anno precedente, scaturisce dalle dismissioni effettuate e dal conseguente calo dei flussi dei canoni di locazione. Di contro, sul fronte delle dismissioni immobiliari, il 2013, nonostante la pesante crisi del mercato creditizio e la chiusura da parte del mondo bancario alle richieste degli inquilini, è stato un anno di intenso lavoro e sono state dismesse oltre 3.000 unità immobiliari, con una plusvalenza netta complessivamente pari ad oltre euro 145 milioni. La gestione finanziaria ordinaria, nonostante la pesante situazione dei mercati, evidenzia, a sua vota, un saldo positivo di 27 milioni di euro (30 milioni di euro nel 2012). I fatti di natura straordinaria e le svalutazioni operate hanno pesato per 23 milioni di euro. Nel 2013 e proseguendo nel 2014, la gestione del patrimonio finanziario ha subito un’importante virata verso strumenti finanziari maggiormente liquidi, trasparenti ed armonizzati alla normativa Ucits.
Nel complesso i nuovi investimenti, sottoscritti durante tutto l’esercizio 2013, hanno permesso di aver un rendimento netto, realizzato da agosto 2013 ad oggi, pari ad oltre il 3,43%. Il portafoglio alla fine del 2013 ha consolidato un rendimento netto contabile dello 0,67% superiore alle ipotesi adottate nel Bilancio tecnico (che prevedevano un rendimento negativo) e con un’attesa al rialzo in considerazione dell’entrata a regime del rendimento dei nuovi investimenti liquidi. Il Bilancio consuntivo 2013 evidenzia, ancora, anche il contenimento delle spese per consumi intermedi. La Fondazione, ottemperando al disposto del dcreto legge 95/2011, ha versato alle casse dello Stato 468 mila euro.
“La prossima fondamentale tappa – conclude la nota – è la riforma dello Statuto. Lo faremo tenendo presente queste linee guida: aumentare il livello di capacità e di professionalità dei consiglieri di amministrazione, coniugandolo con il criterio della rappresentanza”.

Leggendo un articolo siffatto, direi che va tutto bene ed il mondo è rosa. Bello eh?

Ma analizziamo meglio quanto scritto.

Se la plusvalenza netta complessiva della vendita immobiliare è pari ad oltre euro 145 milioni (dati dell’articolo) e l’utile, portato a riserva del patrimonio, è pari a 101 milioni di euro (dati dell’articolo), il resto della gestione non deve essere stato proprio brillantissimo!!! Inoltre se il saldo della gestione assistenza è stato positivo per 54,3 milioni di euro e la gestione istituzionale (previdenza + assistenza) evidenzia un risultato positivo di 35 milioni di euro se ne deduce che il saldo della gestione pensionistica rimane negativo di -19,3mln (un delta in calo di 14 mln, dato positivo, ma sempre in disequilibrio)

La gestione finanziaria ordinaria evidenzia “un saldo positivo di 27 milioni di euro”, la gestione straordinaria e le svalutazioni operate “hanno pesato per 23 milioni di euro”, ne deduco che il segno sia negativo, quindi il saldo è +4mln di euro.

Allora la differenza fra i +184mln€ (+145 della plusvalenza vendita immobili + 35 della gestione istituzionale + il saldo della gestione finanziaria ordinaria + straordinaria di +4mln€) ed i +101 mln€ di utile come si spiegano? 83mln di euro sono assorbiti da dei saldi negativi, per ora ignoti. Quali che siano, solo ricostruendoli dal Conto Economico si potrebbero sapere, hanno assorbito i saldi positivi della gestione istituzionale e finanziaria (35 +4 = 39mln) quindi la Fondazione avrebbe registrato perdite per -83+39= -44mln di euro, non un utile, in assenza della plusvalenza dagli immobili venduti.

E infatti, visto che la matematica non è un’opinione, i 44 mln di euro è la differenza che scrivo alla mia seconda riga (i 145-101), cioè tu non sei andato in perdita solo perché vendi immobili, per te vendere immobili per un valore tale che ti dia una plusvalenza (fra il valore contabile degli immobili a bilancio ed il ricavato dal realizzo) di un centinaio di milioni di euro all’anno ti è necessario, ti è “funzionale” a portare un conto economico in utile, sennò dovresti esporre perdite. E questo è… polticamente, ecco, diciamo… poco igienico in questi marosi. Se anche avessi sbagliato interpretazione della gestione straordinaria, e fosse +23mln di euro anzichè -23mln di euro, peggio mi sento: quei -83mln sarebbero -106mln, avresti, in assenza della manovra sugli immobili, registrato a Conto Economico una perdita di 67mln di euro.

E’ algebra ragazzi.
Ma un bilancio va interpretato. Si può commentare positivamente (entusiasticamente) alcuni dati di bilancio e non parlare di altri; si può commentare negativamente lo stesso bilancio esponendo una trattazione in modo diverso, dando una lettura (un’interpretazione economico-finanziaria) agli stessi identici dati in un’altra chiave. Questi sono dei professionisti, un bilancio con un conto economico positivo, in utile, si può costruire a tavolino – solo per un certo numero di anni beninteso – lo si può “pianificare” costruendo i ricavi che ti mancano (e i flussi di cassa per la gestione finanziaria) da alcune voci, “strizzando il limone”. Dopo un certo numero di anni, tuttavia, ti ritrovi il limone strizzato e senza flussi di cassa dalla gestione ordinaria. Perché sei una pippa, e una pippa in malafede.

Quello che poi non ho ancora capito è se questi saldi positivi della gestione dell’assistenza vengono capitalizzati o no in un fondo, perché se con i flussi dell’assistenza ci pagano il disavanzo della previdenza, di fatto lo “distolgono” mezzi dai futuri pagamenti dell’assistenza; se li capitalizzano senza ragione o se non li capitalizzano e spariscono nella gestione corrente, di fatto stanno chiedendo “troppi soldi”, “aliquote troppo alte” per l’assistenza, non mi è chiaro il modello di equilibrio dell’assistenza. Ma ci arriverò.

Ultima osservazione: stai togliendo alla gestione immobiliare canoni di locazione per (-11-8, dati loro) =-19mln di euro, quest’anno e per sempre, visto che li hai venduti. Vabbeh che gli immobili stanno cadendo a pezzi e se li tieni ci devi spendere le manutenzioni, ma dovevi vendere proprio negli anni in cui il mercato immobiliare è a picco?

La risposta è sì, se voglio costruire in questi anni un conto economico a saldo positivo, in utile. Ripago la mala gestio con le plusvalenze della vendita immobiliare, attenzione rispetto ai valori contabili non distruggo valore, vendo gli appartamenti ad un prezzo superiore al loro valore contabile (che “forse” ho fatto stimare agli amici degli amici), distruggo parte della plusvalenza che mi va a ripianare altri saldi negativi; inoltre depaupero le future gestioni dal vendere gli immobili dopodomani a condizioni di mercato maggiormente favorevoli; infine non è detto che il rendimento dei nuovi investimenti (fondi immobiliari o fondi mobiliari/titoli) sia superiore al rendimento di una gestione immobiliare più sana, per esempio su locazioni commerciali, magari concentrate su Roma e su Milano.

E’ il bilancio Enasarco 2013, bellezza.

2 thoughts on “Enasarco e la matematica”

  1. In effetti pensioni da fame dopo 26 anni di contribbuti versati. Da un mese ho compiuto 65 anni , fatto domanda di pensione e mi daranno circa 365.00 euro lordi,quando me li daranno ? Grazie Roberta per la verifica fatta,ma detto fra noi si son mangiato tutto il patrimonio…..
    Lucio 4 voti m5stelle per sempre

     
  2. Spero vivamente di ricevere una risposta in merito.
    Grazie
    Lucio

     

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