Interrogazione sul caso TIM: i privilegi del management e lo scontento dei dipendenti

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Mentre qualche giorno fa i dipendenti TIM erano nelle piazze per rivendicare migliori condizioni lavorative, varie fonti giornalistiche hanno riferito di uno SPECIALE BONUS MILIONARIO previsto per il nuovo management del gruppo TIM guidato da Flavio Cattaneo. Il bonus si aggirerebbe intorno ai 55 MILIONI DI EURO, una cifra non indifferente in cui si teme possano essere confluiti i fondi del contributo di solidarietà che era stato concesso in favore dei lavoratori dallo Stato all’azienda.

La scoperta di questo super bonus milionario, che coincide con un periodo di forte malcontento dei dipendenti, non è che la punta dell’iceberg di una politica economica aziendale che non redistribuisce in maniera equa i profitti. Basti pensare che mentre nell’aprile 2016 sono stati distribuiti ai dirigenti dell’azienda i premi di risultato per obiettivi raggiunti, nel giugno 2016 ai dipendenti non è stata corrisposta l’ultima tranche del premio di risultato – che gli sarebbe stato dovuto in base all’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali nel Marzo 2013 – determinato alla luce dei risultati aziendali del Dicembre 2015.

Questa ingiusta differenza nell’assegnazione dei premi di risultati è il frutto dell’applicazione di parametri disomogenei: da un lato i dipendenti devono subire le conseguenze negative delle sanzioni AGCOM e della questione “OLO”, dall’altro i vertici aziendaliche con le loro decisioni hanno portato l’azienda a subire tali sanzioninon vengono in alcun modo penalizzati.
Tutto questo è stato possibile grazie alla normativa aziendale per cui il premio dei lavoratori si basa sull’incerto margine dei ricavi delle singole aziende (divenendo incerto a sua volta), mentre quello dei dirigenti si basa sul più stabile margine dei ricavi dell’intero gruppo (con l’ovvia conseguenza di essere di quasi certa riscossione).

Per questo motivo, attraverso la nostra interrogazione, chiediamo una presa di posizione al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Poletti. Un intervento sulla normativa aziendale in materia economica permetterebbe una più equa distribuzione dei profitti del gruppo TIM, con conseguente miglioramento delle condizioni lavorative di tutti i suoi dipendenti.

15 thoughts on “Interrogazione sul caso TIM: i privilegi del management e lo scontento dei dipendenti”

  1. dario scrive:

    Le faccio i miei Complimenti per l’esposizione e perché dopo giorni in cui nessun giornale ha scritto nulla sulla condizione dei dipendenti Telecom, lei ci ha offerto una speranza che la nostra situazione venga presa in considerazione.infatti gli unici che hanno parlato di noi lo hanno fatto dicendo che il nostro problema è il buono pasto!
    GRAZIE

     
  2. alessandro scrive:

    La ringrazio per questo interesse nei confronti di noi lavoratori.
    Come è possibile che i manager prendano compensi milionari e noi (e lo stato) dobbiamo pagare la solidarietà?
    Queste domande le dovrebbe davvero fare paletti a Cattaneo…
    Ancora grazie

     
  3. Roberto scrive:

    Grazie, dopo mesi di lotta oscurata dai media finalmente qualcuno si fa carico del nostro disagio.

     
  4. mauro scrive:

    La ringrazio di cuore per la visibilità che sta dando alla nostra causa non riconducibile alla mera perdita del buono pasto come scrivono alcuni pseudo giornalisti. La nostra protesta è scaturita dall’impotenza come dipendenti di vedere vessata e maltrattata questa nostra azienda, già depredata in questi anni dai vari proprietari e ancora di più oggi abbandonata dalla politica di questo strano paese.
    Una Grande e strategica azienda, costruita principalmente da noi lavoratori e dal contributo di tutti gli italiani e che viene snobbata dalla politica a favore di una Mediaset nettamente privata, magari strategica forse di più per i politici che per il paese.

     
  5. Marco scrive:

    La ringrazio per l’attenzione.. vorrei anche aggiungere che l’azienda ha disdetto il contratto di secondo livello in maniera unilaterale senza trattativa con il sindacato. Alla luce del rinnovo del contratto nazionale di primo livello i lavoratori Tim potrebbero trovarsi con parte dello stipendio riparametrato in base alla produttività (assurdo ), un possibile demansionamento di 2 livelli lavorativi, la flessibilità assurda dell’orario di lavoro con previsioni di giornate a 10 ore secondo necessità, la banca ore per lo straordinario (non retribuito ). Queste sono solo alcune cose… tutto allo scuro di media e TV. ..

     
  6. Fabrizio scrive:

    Grazie
    abbiano messo il dito nella piaga
    Quanti hanno parlato del problema della globalizzazione come una concentrazione della ricchezza e una conseguente ridistribuzione del reddito
    Il problema del nostro mondo della nostra era ma nessuno dice niente scrive niente sulle conseguenze reali come la nostra perchè si parte da qui e si arriva al disagio sociale alla perdita del lavoro della dignità
    Grazie per aver capito la nostra situazione solo.una del M5s poteva capirci e sostenerci
    Ora spero che continuate a sostenere

     
  7. Gabrio Saccoman scrive:

    Come sempre e solo il M5S ha fatto un analisi corretta della situazione mentre da tutti i mass media mettono in evidenza falsita’ e demagogia nel riportare che l’a.d. Cattaneo ;che riceverera’ 55 mil di euro) non fara’ licenziamenti. GRAZIE E FORZA M5S

     
  8. Nino scrive:

    Immensamente grato, visto che i media non ci danno spazio.

     
  9. Dario scrive:

    Buonasera, se lei ha fatto questo vuol dire che i media non sono riusciti ad imbavagliarci completamente. Lo sciopero del 13 dicembre in tutte le piazze d’Italia al quale hanno partecipato circa l’80% dei dipendenti è stato a malapena riportato da qualche TGR (forse perché TIM è un grande compratore di pubblicità) mentre la notizia,falsa e tendenziosa di certi “giornalistucoli” amici hanno avuto gran risalto e la dirigenza continua a svicolare sui motivi “veri” dela agitazione (che sta proseguendo tutti i gioni da un mese anche senza sondacati). Se molti dipendenti sono in solidarietà e “loro” si spartiscono 55 milioni di euro vi sembra giusto? L’hanno prossimo scapperanno col malloppo è verrà qualche altro capitano “coraggioso” (tipo Schettino) con l’aiuto del politico compiacente di turno, a depauperare ulteriormente questo ex gioiello italiano. Perché con Telecom nessuno ha mai fatto ciò che si sta, giustamente, facendo per Mediaset?

     
  10. Andrea Ferrari scrive:

    Come dipendente TIM La ringrazio vivamente del suo interessamento, buon lavoro.

     
  11. Alessandro scrive:

    Grazie Roberta per l’appoggio morale e sociale… si si sociale perché nessun politico o amministratore ha ben chiaro cosa stia succedendo anzi qualcuno ha sicuramente chiaro perché Renzi ha voluto dare l’opportunità ad Enel di lavorare al posto nostro per eliminare il digital divide del nostro paese dando contributi statali….
    Grazie.
    Alessandro

     
  12. Michele scrive:

    Grazie mille per il supporto, spero che Poletti si interessi del nostro caso

     
  13. Walter scrive:

    E’ la prima volta che i fatti sono raccontati per quello che sono, segno che si può fare informazione corretta. Certo il fatto che TIM spenda ingenti somme in pubblicità su i principali mezzi di informazione, solleva più di un dubbio su la libertà di stampa in Italia.

     
  14. Valerio scrive:

    La ringrazio di aver portato nel parlamento e quindi al governo quanto noi dipendenti TIM stiamo cercando di far sapere al popolo italiano sulla gestione di un’azienda strategica per lo sviluppo del paese. Purtroppo i media nazionali ci evitano come la peste a causa delle ingenti somme che la stessa TIM spende per le pubblicità

     
  15. maurizio scrive:

    voto da tempo 5 stelle e trovo normale quanto pubblicato, in qunto solo voi vi occupate della gente normale; gli altri i partiti e chi governa continuano a preoccuparsi solo delle poltrone e a come non abbandonarle… La societa’ TIM e’ figlia di ITALIA e recepisce tutti i mali che affligono il nostro paese ed anche qui ci sono i raccomandati, i ruffiani, i nullafacenti che costituiscono la casta dell’azienda. E’ normale quindi in un paese come il nostro, scaricare su chi lavora il prezzo di una gestione politica e industriale scadente e premiare invece quelli che ne sono gli artefici

     

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