Intervista su temi nazionali

 

 

mi ha contattato (a me e ad altri candidati nazionali) qualche giorno tramite messaggio FB un giornalista de La Spampa che mi ha posto domande scritte specifiche sul programma nazionale.

ecco l’intervista con risposte scritte (chissà se uscirà?)

La crisi e l’euro

Come conciliare equilibrio dei conti e ripresa?

I risparmi sulla spesa pubblica devono essere ragionati, mirati e non lineari: taglio alle grandi opere (TAV in primis), taglio alle opere che non hanno ricevuto una valutazione completa dei costi/benefici e fattibilità (vedi metro C a Roma), tagli draconiani ai costi della politica (no finanziamento pubblico ai partiti, abolizione province, abolizione auto blu e benefit vari, ridimensionamento immobili in locazione per uffici pubblici vari, razionalizzazione dei servizi pagari dalla pa per lo svolgimento della sua attività). Dalla generazione di questi risparmi, si creeranno risorse da investire per rivitalizzare le economie locali, la piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto economico del nostro paese con interventi di alleggerimento fiscale ed aiuti agli investimenti e la realizzazione di piccole opere pubbliche localizzate sul tutto il territorio nazionale che servano sia per rivitalizzare il PIL ma che nello stesso tempo lascino risultati reali e di utilizzo pubblico (es. manutenzione del territorio per evitare catastrofi causate da eventi metereologici, manutenzione rete ferroviaria e suo raddoppio nel mezzogiorno etc).

La domanda coglie però solo una parte del problema: equilibrio dei conti dello Stato verso la spesa dello Stato per la ripresa. Però la “ripresa” delle aziende private può non voler necessariamente dire spesa dello stato. I processi interni alle aziende sono un costo, sono “hidden cost” che forse non trovano dignità esplicita in un conto economico ma che impattano su molte altre voci del costo del personale e servizi, oltre che ritardare la manifestazione dei ricavi in flussi di cassa, tanto importanti per l’equilibrio finanziario dell’impresa. La piccola e media impresa si riprende anche con semplificazione burocratiche o autorizzative (autorizzazioni, concessioni, posizioni INPS, INAIL, permessi comunali, …) e semplificazioni fiscali (a parità di aliquote, gettito, etc). Semplificazioni sulle procedure, mi viene in mente anche l’export, avrebbero fra i beneficiari anche le grandi imprese.

Il Parlamento, che sta nel nostro cuore così come la Costituzione, è popolato oggi da curiosi soggetti: con Monti che si occupava di Economia, più di 13 mesi si è detto fa che le forze parlamentari si sarebbero occupate di “riforme a costo zero”, le semplificazioni burocratiche e fiscali di cui sopra, fra le altre cose, dimezzamento del numero dei parlamentari (riforma costituzionale), riforma delle province (ahimè non abolizione totale), riforma della legge elettorale (ammetto che questo tema non è pertinente alla sua domanda).

Non è stato fatto nulla e questi sono fatti. Non se n’è fatto nulla perchè NON si è voluto fare. La semplificazione burocratica NON si è VOLUTA fare; noi la faremo. La semplificazione fiscale NON si è VOLUTA fare; noi la faremo. Questa è politica economica.

Sul fronte delle voci di spesa dello Stato molto ancora si può fare, non è possibile che una siringa in Lombardia abbia un prezzo di acquisto molto diverso da quello della Calabria. Tutti sappiamo il perchè di tante asimmetrie, solo un ingenuo non se ne accorgerebbe, l’attuale classe politica NON vuole affrontare tagli di voci “scomode” che non si traducono in servizi al cittadino, queste sì che si possono tagliare.

Le obiezioni più comuni sono due: “perchè si comincia a tagliare da qui, perchè non iniziamo da un’altra categoria di interessati” e “ma tanto si risparmiano solo 100mln di euro, che nel bilancio dello Stato sono bazzecole, questa è demagogia”. La mia risposta è che 1.000 tagli di 100mln/anno fanno 100miliardi di euro/anno. Le auto blu sembrano cubare poco meno di 1,22mld di euro http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-13/auto-2009-costi-amministrazioni-161959.shtml?uuid=AbVHG0NG.

Le elezioni del 2008 hanno avuto spese per rimborsi elettorali di 503mln€ ergo circa 100mln/anno in una legislatura (tra l’altro di 5 anni, merce rara).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/parlamento-caro-costa-e-poco-rende/202874/

Scommettiamo che un individuo onesto e senza rendite di posizione/conflitti di interesse trova altre 998 voci?

E’ giusto restare nell’euro?

Come cittadina non mi sono state date informazioni su cosa implichi la permanenza nell’euro o la fuoriuscita, di conseguenze non sono stata messa in grado di decidere compiutamente su questo tema. Come tutte le valutazioni ha bisogno di pro e contro. Le adesioni dogmatiche possono portare a bruschi “risvegli”, son le decisioni magari sofferte ma bene ponderate che sono le più stabili. Ciò per dire che mettere razionalmente in discussione un tema, senza zuffe scomposte, per trovare magari le ragioni più profonde di una adesione o di un rigetto RAFFORZA la scelta finale, quale che sia essa sia, non bisogna aver paura di un dibattito, mai, su nessun tema, sia esso etico o economico, mentre nel nostro Paese ci sono temi su cui non si vuole un serio dibattito pubblico, si vuole l’adesione per dogma (no all’uscita all’euro come no al testamento biologico, no all’eutanasia, no a discutere le politiche industriali di ENEL e ENI, …). In UK c’è stato un dibattito pubblico acceso agli inizi degli anni duemila su quanta parte della spesa pubblica sanitaria per i tumori ai polmoni coprire con la tassazione sui tabacchi o con tasse specifiche sui fumatori/tabagisti, con giornali, televisioni e talk show che si occupavano di TEMI REALI, insieme etici ed economici.

Per essere più chiara sul tema della sua domanda non esiste una mia/nostra posizione pregiudiziale. Ma vorremmo introdurre un dibattito REALE nel paese e la possibilità di decidere a ragion veduta, come accade in ogni famiglia prima di decidere se aderire o meno ad un qualcosa che la vincoli in maniera così stringente. Ad esempio se decido di chiedere un mutuo per acquistare casa, prima di scegliere se richiederlo o meno e prima di scegliere il tipo di prodotto che fa per me, come madre di famiglia, devo possedere tutte le informazioni per ponderare la mia scelta e farla in piena consapevolezza. L’introduzione dell’euro è stato priva di questo dibattito e soprattutto ora che i suoi effetti si stanno dispiegando nel medio/lungo periodo bisognerebbe prevedere gli scenari futuri e trarre le opportune valutazioni; a dare ai cittadini gli strumenti per decidere cosa fare. C’è molta più maturità di quel che si crede in giro.

Che fare sul fronte debito pubblico?

Prima di trovare qualunque ricetta, bisogna capire COME si è formato il debito e CHI ne è responsabile. In mancanza di queste informazioni, possiamo immaginare qualunque manovra per rientrare ma permarranno le stesse cause che lo hanno generato e quindi saremo al punto di partenza. Pensiamo alla metafora del serbatoio (lo stock di debito), il rubinetto (spesa ricorrente annua) e tubo di scarico (entrate dello Stato): se non capisce perchè l’acqua in ingresso è sempre maggiore di quella in uscita, a che serve svuotare violentemente il serbatoio? Dopo pochi anni si riempie di nuovo e nessuno le fa più credito. Quale che sia il punto di vista va fatta l’elaborazione analitica delle voci di spesa e quindi di generazione di deficit annuo (netto interessi sul debito perchè è l’unica cosa chiara); la dinamica dello stock di debito è una conseguenza non la causa.

Tasse

Il carico fiscale andrebbe alleggerito?

Il carico fiscale verrà alleggerito veramente solo dopo durissima lotta all’evasione fiscale (sul modello americano) e ridistribuzione della tassazione davvero secondo equità. Solo così l’alleggerimento sarà effettivo e non demagogico. Anche qui il dibattito nel paese deve essere SERIO, REALE, PROFONDO, si deve discutere degli strumenti di deterrenza e di repressione

Pensioni

La riforma Fornero va mantenuta, modificata o cancellata?

Non esiste una risposta secca, perché la riforma Fornero può essere valutata da varie angolazioni. Ma quello che manca totalmente è un quadro normativo ed organizzativo di supporto (per ammortizzatori sociali, incentivi al reinserimento nel mondo del lavoro e ) forte che la completi. Anche qui il paese (e le imprese) devono dibattere su alcuni temi cardine, le faccio un esempio: il lavoro temping, in tutti i paesi “civili”, costa all’azienda di più del lavoro permanent, anche nel mondo anglosassone, che tanti italici liberisti adorano. Se il concetto fosse metabolizzato e applicato anche in Italia dopo poco le aziende sposterebbero i contratti verso il temping. Ma la verità è che se i co.co.co costassero di più le aziende scaricherebbero i lavoratori aumentando il nero: e il nostro paese difetta di ispezione, controllo e sanzione. Quello che mi ha colpito dai controlli condotti dalla Guardia di Finanza a Cortina ed in altre località non è tanto l’azione sul fronte della congruità dei ricavi (” gli scontrini”) ma dell’emersione del nero sui costi: camerieri e lavoranti non avevano i contratti o non erano in regola. Le persone devono essere pagate il giusto, se l’azienda non ha i soldi fallisce e la persona viene reimpiegata nell’azienda che paga tasse e contributi, non esiste al mondo che possa sopravvivere con co.co.co sottopagati o con il nero. Detto per inciso, agli amici liberisti che vogliono “clonare” in Italia pezzi di Legilazione altrui scordandosi volutamente ben altri pezzi della Legislazione altrui, ricordiamo che il lavoro nero è inconcepibile in UK e Germania, il datore di lavoro chiude e risponde penalmente (galera) della “allegra” conduzione della propria azienda. Qui torniamo al solito discorso che le forze politiche attualmente in Parlamento NON sono realmente interessate ad iniettare il processo di “ispezione, controllo e sanzione” nel tessuto della società, forse perchè pensano che il cittadino (nella loro mentalità: l’elettore) sia allergico a questi concetti.

Ici. Va mantenuta o va abolita?

Domanda curiosa in un paese che ha la Conservatoria e il Catasto a pezzi, che lungi dall’aver digitalizzato le posizioni in archivio lavora ancora su vani anzichè metri quadri e planimetrie cartacee anzichè pdf. Risposta in pillole: rientra nel discorso del carico fiscale.

Il lavoro serio, e solo un lavoro SERIO è anche EQUO, è rivalutazione degli estimi catastali, in base al valore di mercato, poi si inquadrano prime e seconde case. Anche qui ,vanno sviluppati seri meccanismi di attribuzione di case e patrimonio a veri nuclei familiari, per evitare finte intestazioni a diversi membri di famiglia di tante prime case o separazioni e divorzi ad hoc (eh sì, c’è anche questo fenomeno in Italia). Questo è un ATTO DOVUTO se si vuole essere equi. Se ti chiedo un euro di sacrificio devo essere EQUO, devo avere i dati analitici AGGANCIATI con la realtà, non case a Trastevere accatastate a valori ridicoli, a volte di proprietà di questo o quel Senatore. In base al fabbisogno finanziario dell’anno corrente si vede quanto è corta la coperta e si valuta l’imposizione dell’ICI sulle seconde case sfitte, successivamente (se necessario) sulle seconde case affittate e successivamente (se necessario) sulla prime case. Tutti gli accatastamenti commerciali vanno soggetti a ICI, compresi onlus e fondazioni (se no-profit, saranno altre leve fiscali in agevolazioni che andranno a compensazione della voce ICI), tutte le proprietà delle Fondazioni Bancarie e tutte le proprietà immobiliari della Chiesa vanno soggetti a ICI, eccetto i metri quadrati strettamente dedicati al culto (esemplificando: chiesa e moschea no ICI, canonica sì).

Rai

La tv pubblica deve restare tale o va privatizzata?

Deve restare pubblica, senza partiti al suo interno, sul modello della BBC.

A titolo personale: il canone attuale sul possesso o utilizzo di apparato a radiofrequenza, monitor, … è una ipocrisia senza pari, va eliminato, va a carico della fiscalità generale del paese, con REGOLE CERTE per limitare la spesa, la RAI purgata dai partiti e dalle correnti deve tornare ad essere un bene del paese a prescindere che tu guardi la televisione o no, ai servizi primari dello Stato contribuisci in base al reddito

Nozze gay

E’ favorevole o contrario alle nozze gay?

Favorevole, a titolo personale.

Le idee

Se eletto, qual è la proposta di legge che le piacerebbe presentare in Parlamento?

Dare strumenti ai cittadini per partecipare realmente alla vita politica e per esercitare maggiori poteri di controllo sulla classe politica:

referendum abrogativo senza quorum, referendum PROPOSITIVO senza quorum, bilancio partecipativo deliberativo, obbligo di discussione immediata delle leggi di iniziativa popolare, possibilità del voto popolare di modificare, abrogare o emendare gli articoli del Regolamento di Camera e Senato.

Equiparazione diritti coppie di fatto con coppie sposate.

Piattaforma di sostegno per le famiglie.

Abolizione di tutte le “leggi vergogna” sulla Giustizia.

Legge su conflitto di interessi

La rivoluzione copernicana per le imprese: legge su nuovo modello di governance delle imprese sulla base del modello di alcuni paesi nordici che consta nella suddivisione in due diversi organi delle attività gestionali e di controllo di una società, che nella struttura amministrativa classica fanno capo al Consiglio d’amministrazione e, per la parte relativa al controllo, al Collegio sindacale.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-modello-tedesco-per-la-democrazia-economica/

la democrazia dal basso è essenziale non solo in politica ma soprattutto nell’economia: senza un potere reale, anche se necessariamente parziale, dei lavoratori sulle strategie delle imprese sarà difficile difendere l’occupazione e modificare l’economia, e quindi anche la politica e la società. Di più: senza che gli utenti e i lavoratori partecipino direttamente negli organi direttivi degli enti di servizio pubblico è impossibile che gli interessi del pubblico stesso siano effettivamente rappresentati.

In Germania, nei paesi scandinavi e del nord Europa si è affermato un modello di condivisione per la gestione strategica delle imprese grazie al quale i lavoratori e i sindacati da una parte collaborano per lo sviluppo dell’impresa, e dall’altra esercitano però una forma effettiva di controllo e di contro-potere verso gli azionisti e i top manager. I lavoratori e i sindacati hanno un potere limitato e minoritario rispetto a quello della proprietà: tuttavia possono affermare un vero controllo dal basso in termini di informazione e di consultazione: e il loro diritto di veto – per esempio nel caso importantissimo delle localizzazioni all’estero, delle chiusure di impianti, delle fusioni e delle acquisizioni aziendali – è sostanziale e non puramente nominale. La cogestione non comporta però la fine dei conflitti e la subordinazione sindacale, anzi: il conflitto sindacale è regolamentato ma è un diritto riconosciuto e ampiamente esercitato.

Il mandato parlamentare

Se in Parlamento il gruppo 5 Stelle decidesse di votare una proposta che lei ritiene profondamente sbagliata, come si comporterebbe?

Noi siamo cittadini che si sono incontrati su alcune idee forti, che sono contenute nel nostro programma. Non abbiamo logiche di partito e relativa “disciplina di partito”. Voteremo secondo programma e secondo coscienza, spiegheremo giornalmente il perché dei nostri voti e saranno i cittadini a giudicare il nostro operato.

ps: perchè non cogliamo l’occasione e cominciamo a completare il nostro programma nazionale? ci leggiamo sul portale del movimento!!!

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