LAVORO: CORTE DEI CONTI CONFERMA TESI M5S E BOCCIA JOBS ACT

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La Corte dei Conti nella relazione sull’INPS appena pubblicata, ha lanciato il campanello d’allarme sul Jobs Act, confermando la tesi che il M5S sostiene ormai da tempo, ovvero, che il contratto a tutele crescenti e gli sgravi contributivi ad esso collegati, possono mettere in ginocchio il nostro Paese, a causa dello scoppio di una bolla occupazionale. I numeri diffusi propagandisticamente dal governo, in relazione all’incremento occupazionale sono finti e riguardano nella maggior parte dei casi, come abbiamo più volte ribadito, semplici trasformazioni di contratti che erano già in essere, non trattandosi dunque di nuova occupazione. Oltre al rischio della cessazione di massa dei contratti in essere ci sarebbe dunque un vero e proprio bagno di sangue per la fiscalità generale che deriverebbe dall’aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione.

Il governo avrebbe potuto cercare di limitare i danni che oggi vengono preannunciati dalla Corte dei Conti, dando seguito alle richieste del M5S che prevedevano la concessione degli sgravi contributivi soltanto qualora riguardassero davvero la creazione di nuova occupazione. Ma così non è stato.

In pratica, il tempo dimostra sempre di più che il Jobs Act è stato un fallimento che è servito soltanto per sostenere la politica degli slogan privi di contenuto nonché per sperperare oltre 12 miliardi di euro che ben potevano essere utilizzati per finanziare l’unica manovra economica di cui ha bisogno il nostro Paese, ovvero, il Reddito di cittadinanza del M5S.

VAI AL POST DEL 10 MARZO 2015 – LAVORO: M5S nel Jobs Act di Crescente rimane solo la Precarietà

M5S_Jobs_act_di_CRESCENTE_RIMANE_SOLO_PRECARIETA_ok

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