Legge stabilità: Babbo Natale viene in anticipo per gli Enti Previdenziali Privatizzati

 

Enti_previdenziali

Ogni giorno ne esce una nuova! All’interno della legge di stabilità approvata al Senato e inviata alla Camera abbiamo trovato due simpatici regalini di Natale ben nascosti in due commi che concedono agli Enti Privatizzati agevolazioni ulteriori oltre quella di essere stati trasformati in un monstrum giuridico con la testa privatizzata ed il corpo pubblico.

Primo pacco dono:
“Art. 1 comma. 276: A decorrere dall’anno 2014, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea e del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, gli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, possono assolvere alle disposizioni vigenti in materia di contenimento della spesa dell’apparato amministrativo effettuando un riversamento a favore dell’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun anno, pari al 12 per cento della spesa sostenuta per consumi intermedi nell’anno 2010. Per detti enti, la presente disposizione sostituisce tutta la normativa vigente in materia di contenimento della spesa pubblica che prevede, ai fini del conseguimento dei risparmi di finanza pubblica, il concorso delle amministrazioni di cui all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ferme restando, in  ogni caso, le disposizioni vigenti che recano vincoli in materia di spese di personale”.
Tradotto in italiano corrente, significa che si sta praticamente procedendo con un condono tombale della spesa sostenuta dagli enti sull’apparato amministrativo.
Invece di controllare la spesa, accertare le responsabilità per eventuali sforamenti e recuperare quanto effettivamente dovuto dagli enti Previdenziali (Es. ENASARCO) alle casse dello Stato, che a parole deve fare i salti mortali per rientrare nella spending review, si procede con una semplice stecca del 12% sulle spese sostenute per l’amministrazione e finisce così. I Comuni sono alla canna del gas per rientrare nei vincoli del patto di stabilità e gli enti privatizzati possono scialacquare pagando un modesto contributo. Saranno contenti molti sindaci….
Perché poi questi Enti dovrebbero essere esentati dalla disposizioni vigenti in materia della spesa dell’apparato amministrativo, pur rientrando nel bilancio consolidato dello Stato?

Il MoVimento 5 Stelle sta presentando un emendamento abrogativo per chiedere l’eliminazione di questo comma.

Secondo pacco dono:
“Art. 1 comma 326: L’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 763, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si interpreta nel senso che gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti di cui al medesimo comma 763 ed approvati dai Ministeri vigilanti prima della data di entrata in vigore della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si intendono legittimi ed efficaci a condizione che siano finalizzati ad assicurare l’equilibrio finanziario di lungo termine”.
In questo comma la legge di stabilità ha una funzione “interpretativa”, che sana tutte le delibere e gli atti effettuati dagli enti ed approvati dai Ministeri vigilanti secondo un criterio molto lasco come quello di un generico equilibrio finanziario di lungo termine.
Interessante capire come mai una legge di stabilità ammetta un comma che di stabilità sembra aver veramente poco.

Anche qui il Movimento 5 Stelle sta presentando un emendamento.

Vediamo cosa succederà.

PS: la stampa in questi giorni sta continuando a scavare sugli investimenti finanziari di Enasarco. Vi posto qui un altro interessante articolo uscito oggi sul Tempo. La domanda è sempre la stessa: i controllori (Min. Lavoro. Min. Economia, Covip) che stanno facendo? Dormono?

Il tempo su enasarco

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