Lettera di un piccolo grande imprenditore

 

Mi ha scritto un testardo sconosciuto eroe italiano dei nostri tempi, un piccolo imprenditore. E’ uno sfogo contro uno Stato cieco, sordo e non lungimirante.

“Sono un piccolo imprenditore con un’azienda con 5 dipendenti ed una ventina di professionisti che collaborano con la mia azienda ! Il fatturato non raggiunge il milione di euro annui e fatturo mediamente 70.000€ al mese.

Ogni mese pago di F24 circa 20.000€ . A novembre ho pagato l’anticipo delle tasse il 102,5% e poi a dicembre l’anticipo IVA; insomma in un momento di crisi sistemica il mio stato chiede a me di anticipare a lui i soldi, incredibile no ? Questo è l’aiuto che i nostri governanti danno alla piccola impresa ! Ma io non li ho i soldi da anticipare allo stato, e così per essere in regola con i pagamenti dei tributi sono costretto a chiedere i soldi in prestito alle banche che, amorevolmente e con la richiesta di garanzie reali, mi concedono affidamenti al tasso dell’ 8,5%, però il tasso ufficiale di sconto della BCE e allo 0,25% quindi io pago il denaro, fornendo garanzie reali, ben 34 volte il tasso ufficiale di sconto e  di questo pare nessuno si meravigli.
Inoltre negli ultimi anni per combattere l’evasione fiscale si sta vietando praticamente e gradualmente l’uso della moneta indirizzando i movimenti finanziari verso la moneta elettronica; bene mi fa piacere, peccato che il conto della lotta all’evasione lo paghiamo sempre noi piccole aziende; infatti nel 2012 ho pagato circa 16.000€ di commissioni alle società che gestiscono carte di credito e bancomat, a cui aggiungere le spese telefoniche per le migliaia di operazioni che vengono effettuate e che le banche furbescamente indirizzano a numeri con tariffazione speciale (tanto per capirci anche se si ha un contratto flat per urbane ed interurbane si paga comunque la chiamata). Se poi il contratto che si ha con la banca prevede delle spese per singola operazione si pagherà anche la commissione bancaria per la scrittura della singola operazione! Insomma tante belle parole tanti proclami, ma quello che è il tessuto imprenditoriale del nostro paese viene continuamente vessato da micro balzelli che singolarmente sembrano sciocchezze, ma che cumulati soffocano un’ azienda.
È da quando sono piccolo che sento dire che nel nostro paese l’economia è tenuta in piedi da piccole aziende , ma pare che di noi nessuno si interessi, e poi ci si chiede perché aumenti la disoccupazione e perché le aziende continuano a chiudere a ritmo serrato !!
Sono stufo di essere vessato dal mio stato che invece di ringraziarmi perché contribuisco alla crescita del mio paese e di offrire lavoro ad altri miei concittadini,  mi chiede pure di anticipargli i soldi, e quando è lui a dovermi pagare aspetto fino allo sfinimento ( a settembre 2013 la mia regione mi ha pagato fatture del 2006 !!!)
Italiani è ora di dire basta !!!!!!!!”

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