Lettera. Rispettiamo le regole, dignità e lavoro per le educatrici degli asili nido.

ALT-PRECARIETA-INSEGNATI-ASILI-E-SCUOLE-INFANIA
 

Alla c.a. del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, Corso Vittorio Emanuele II, 116, 00186 Roma – Roma, 10 marzo 2016

Gentile Ministro,

Il gruppo parlamentare di mia appartenenza, ha già più volte sottolineato le innumerevoli criticità insite alle recenti riforme che hanno riguardato, tra le altre, anche le materie di Sua competenza. Dunque, pur non condividendo molte delle scelte già fatte, riteniamo nostro dovere sottoporre alla Sua attenzione l’ennesima anomalia che, venutasi a determinare, sta ponendo in serissime difficoltà migliaia di insegnanti dei nidi e delle scuole dell’infanzia nei Comuni.

Oggi insieme ai colleghi Massimo Enrico Baroni portavoce M5S alla Camera dei Deputati e Maria Marzana portavoce a 5 stelle siamo andati a piazza Venezia per incontrare e ascoltare, come facciamo da anni, i bisogni delle educatrici e delle maestre del Comune di Roma che lavorano nei nidi e nelle scuole per l’infanzia della Capitale. Queste lavoratrici precarie fanno parte di un esercito di 5 mila persone che il prossimo 30 settembre rischia di perdere il loro posto. Per far sentire la loro voce e farsi ascoltare dalle istituzioni, che finora si sono dimostrate sorde, alcune di loro sono salite come forma di protesta sulle impalcature della chiesa di Santa Maria del Loreto. Questa situazione angosciosa è figlia dalla sentenza della Corte di giustizia europea che da un lato vieta alla pubblica amministrazione di rinnovare i contratti che abbiano superato il limite dei 36 mesi e, dall’altro, sollecita il ricorso al tempo indeterminato, là dove sia necessario. Non è accettabile abbandonare questi insegnanti, che prima sono stati sfruttati dagli ultimi governi con contratti a tempo determinato e adesso rischiano di essere mandati a casa. Basta con il tempo delle emergenze e delle proroghe: c’è assolutamente bisogno di mettere in campo una pianificazione che consenta agli insegnanti di essere immessi in ruolo per coprire il fabbisogno. Se molti di loro sono costretti alla precarietà da anni – una di loro mi ha confessato di essere entrata in questo girone dantesco negli anni ‘90 – è evidente che nel mondo della scuola esiste una richiesta di personale che può e deve essere colmata. Allo stesso tempo, i genitori hanno il diritto di affidare i loro bambini a strutture nelle quali il personale sia stabile, e non costretto a ruotare ogni mese o anno. Nei prossimi giorni io e i miei colleghi scriveremo al ministro Madia per chiedere formalmente che questa emergenza venga rapidamente affrontata e risolta.

Pubblicato da Roberta Lombardi su Martedì 8 marzo 2016

 

Ben sappiamo, Gentile Ministro, che la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i trentasei mesi.

Così come altrettanto bene sappiamo che la Circolare 3/2015 ha chiarito l’ambito di applicazione dell’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015,n. 81 nonché dell’articolo 1 commi 131 e 132 della legge 13 luglio 2015, n. 107.

Tuttavia corre l’obbligo di segnalare che nonostante le prese di posizione rappresentate dal Suo dicastero, anche in ordine a talune Sue risposte ad atti di sindacato ispettivo, il problema relativo al corpo insegnante dei nidi e delle scuole dell’infanzia nei Comuni del nostro paese è stato tutt’altro che risolto. Anzi, è proprio di queste ore la protesta a Roma, iniziata proprio nella giornata dedicata alle donne, di un cospicuo numero di lavoratrici che operano da tempo nelle scuole dell’infanzia del Comune di Roma, le quali richiedono a gran voce la sospensione del bando per supplenti negli asili comunali.

Perché, Gentile Ministro, quante di loro speravano almeno in un incarico a termine negli asili nido comunali, da un lato si sono viste negare questa possibilità perché in possesso di contratti a termine per periodi superiori ai 36 mesi, dall’altro si sono viste chiudere la porta in faccia quanto alla possibilità di essere inserite in un percorso di natura assunzionale.

Il timore è che l’aver tralasciato la ricerca di una soluzione “sistemica”da parte del Governo, e dunque l’abbandono di un preciso percorso normativo che avrebbe potuto condurre ad un piano assunzionale per il corpo docente delle scuole dell’infanzia dei Comuni, sottenda il malcelato intento di abdicare al ruolo pubblico di queste scuole, lasciando sempre maggiore spazio all’iniziativa privata.

Rammentiamo, certi che non ve ne sia bisogno, che la ratio della nota sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha condannato l’Italia per uso illegittimo di personale con contratti a tempo determinato per coprire carenze organiche strutturali, non è stata certamente quella di condurre al licenziamento di migliaia di lavoratrici che, ormai da decenni, coprono con contratti precari i vuoti di organico dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia del Comune di Roma o dei Comuni delle altre città italiane, bensì proprio quella di coprire una lacuna nei diritti di quei lavoratori.

Tornando alle vicende di Roma, segnalo che il Sub Commissario del Comune di Roma, la Dott.ssa Rolli, ha accolto ieri le insegnanti in protesta, di cui sopra ho fatto cenno, dichiarando la propria impossibilità a risolvere il problema in assenza di una iniziativa di rango ministeriale. La verità è infatti che questo stato di cose è il frutto della mancanza di un piano o comunque di un percorso assunzionale per tutte le lavoratrici inserite nelle graduatorie municipali nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Roma e di tutti gli altri Comuni italiani interessati.

Detto delle lavoratrici dei nidi e delle scuole dell’infanzia, si coglie l’occasione di rammentare sempre in riferimento al Comune di Roma, altresì, che sebbene persista una oggettiva situazione grave che investe l’amministrazione capitolina ad ampio raggio e più in particolare in fatto di organici, non sia stato ancora dato corso ad un piano di assunzioni, pur risultando possibile destinare tutte le risorse derivanti dalle cessazioni dal servizio del personale all’assunzione dei vincitori dei concorsi, se solo ci fosse la volontà politica di chi governa. Tale circostanza crea grave danno, in questo caso, a coloro i quali hanno vinto un concorso pubblico, il c.d “Concorsone, persone, non numeri”, che da tempo attendono risposte.

A questo punto, nella auspicabile e mi auguro, condivisa, idea, che a quelle lavoratrici debba essere data risposta, che ai vincitori e agli idonei del c.d “Concorsone” debba altresì essere data risposta, nel segnalare la questione, si richiede un immediato Suo intervento, anche al fine dell’apertura di un tavolo a cui siano invitate tutte le parti interessate che sia utile a fare definitivamente chiarezza rispetto alle questioni segnalate.

Cordiali saluti, On. Roberta Lombardi

La Lettera nel formato originale. Rispettiamo le regole, dignità e lavoro per le educatrici degli asili nido.

lettera per le precarie degli asili nido

lettera per le precarie degli asili nido pag 2

lettera per le precarie degli asili nido pag 3

 

 

Vai al post: Migliaia di precarie inascoltate e la vecchia politica si sveglia solo oggi. L’8 marzo, insieme ai colleghi Massimo Enrico Baroni  e Maria Marzana  siamo andati a piazza Venezia per incontrare e ascoltare, come facciamo da anni, i bisogni delle educatrici e delle maestre del Comune di Roma che lavorano nei nidi e nelle scuole per l’infanzia della Capitale.

 

Oggi insieme ai colleghi Massimo Enrico Baroni portavoce M5S alla Camera dei Deputati e Maria Marzana portavoce a 5…

Pubblicato da Roberta Lombardi su Martedì 8 marzo 2016

 

 

LETTERA.-ALT-FENOMENO-DEI-“PRECARI-STORICI”

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