Non scherziamo sulla maternità…

 

…ma abbassiamo l’indennità!

Si parla di maternità, del diritto e del suo valore, sul numero del 19 ottobre scorso di LiberoQuotidiano.itla cui inattendibilità come mezzo di informazione trova vieppiù conferma con pezzi come questo…

Franco Bechis, infatti, ha pubblicato un articolo dal titolo “M5s, la proposta: indennità per le deputate incinte”… Ora, senza voler esprimere giudizi di merito sulla buona fede del giornalista della testata del gruppo Angelucci, vorrei fare qualche rettifica per evitare che la realtà dei fatti sia mistificata.

L’estensione ai parlamentari delle norme sul congedo parentale previste per i lavoratori dipendenti sono assolutamente in linea con la concezione che il nostro Movimento ha del ruolo dei rappresentanti istituzionali: persone elette per portare la voce del popolo all’interno delle istituzioni…compatibilmente con gli spazi che le riforme di questo Governo hanno lasciato e concederanno alla democrazia rappresentativa! I cittadini sono i nostri datori di lavoro e noi ci impegniamo a svolgere la nostra attività solo ed esclusivamente nell’interesse di quanti ci abbiano votato.

In più, l’introduzione della maternità e del congedo parentale anche per i deputati comporterebbe una DIMINUZIONE della loro indennità ed i rimborsi legati al mandato che, al momento attuale, rimangono integri anche in caso di maternità. Abbiamo voluto che i rappresentanti nelle istituzioni vivano sulla loro pelle la stessa situazione che fanno vivere ai cittadini, sempre per abbattere quel divario tra eletti ed elettori che anni di casta ha scavato. Assegno di maternità all’80% dello stipendio, assegno per congedo parentale al 30% del proprio stipendio.

Capisco poi che in un momento storico come quello in cui viviamo, in cui si sedano le masse a colpi di contentini e palliativi, estendere dei diritti suoni quanto meno strano, ma noi siamo notoriamente fuori moda e continuiamo a pensare che un diritto consolidato sia sempre più progressista di una mancia elettorale una tantum e crediamo che i lavoratori-genitori vadano tutelati indipendentemente dal lavoro che svolgono. La protezione sociale ed economica della maternità e della paternità è una conquista a cui nessun lavoratore può rinunciare, proprio perché sottende la tutela di due valori fondamentali: la famiglia e il lavoro.

Quanto poi al quantum dell’indennità parlamentare, mi pare opportuno chiarire quale sia la nostra proposta di modifica.

A decorrere dal 1° gennaio 2012, l’importo netto dell’indennità parlamentare, corrisposto per 12 mensilità, è pari a 5.246,54 euro, a cui devono essere sottratte le addizionali regionali e comunali, la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato. Tenuto conto del valore medio di tali imposte addizionali, l’importo NETTO mensile dell’indennità parlamentare risulta pari a circa 5.000 euro.
Tale misura netta è determinata sulla base dell’importo lordo di 10.435,00 euro, sul quale sono effettuate le dovute ritenute previdenziali (pensione e assegno di fine mandato), assistenziali (assistenza sanitaria integrativa) e fiscali (IRPEF e addizionali regionali e comunali). Per i deputati che svolgono un’altra attività lavorativa, l’importo netto dell’indennità ammonta a circa 4.750 euro.

La nostra proposta fissa un’indennità dell’importo LORDO di 5.000 euro, sul quale sono effettuate le ritenute previdenziali, assistenziali e fiscali. Che significherebbe un netto di 2700/3000 euro.

Inoltre, al caro Bechis sono sfuggite alcune novità che, per amore di cronaca e di verità, elencherò sommariamente: chiediamo infatti che venga eliminata qualsiasi indennità aggiuntiva per incarichi interni alla Camera di appartenenza; che la diaria e il rimborso per le spese di esercizio del mandato siano rendicontate nel dettaglio, pena una sanzione che va dal doppio al quadruplo delle somme irregolarmente dichiarate e intascate.

Aboliamo l’istituto odioso dell’assegno di fine mandato ed introduciamo l’equivalente di un TFR, anche qui come ogni comune mortale lavoratore.

Insomma, la lettera della legge parla chiaro ed è per questa ragione che invito chiunque sia interssato a leggerla in modo attento e obiettivo: Proposta di Legge M5S sull’indennità parlamentare.

E soprattutto di leggerla alla fonte, evitando interpretazioni giornalistiche che per superficialità o marketing giornalistico alterano pesantemente la realtà degli atti.

Non si può scherzare sulla maternità…ma abbassiamo l’indennità!

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