La Nuvola di Roma che fa Acqua da tutte le Parti!

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La Nuvola di Roma, il mega polo congressuale la cui costruzione è andata avanti a singhiozzo per più di 10 anni, ostacolata da un incessante fuoco di veti incrociati tra l’Archistar Fuksas e i vertici di Eur spa, è un simbolo esemplare della mala gestione del Comune di Roma Capitale.

un po’ di storia da Wikipedia:

Nel giugno 1998 il comune di Roma e l’allora Ente Eur indissero un concorso internazionale per la progettazione del nuovo Centro Congressi Italia. La giuria, presieduta da Norman Foster, proclamò il 16 febbraio del 2000 vincitore Massimiliano Fuksas. Il bando di gara per progettazione, costruzione e gestione del centro congressi fu indetto nel 2001. La gara fu vinta nel 2002 dalla Centro Congressi Italia Spa (CCI Spa) che firmò un concessione trentennale l’anno successivo. Il contratto tra la società concessionaria e l’EUR Spa fu risolto successivamente nel 2005, dopo che la concessionaria aveva previsto un aumento dei costi da 200 milioni di euro a 250 milioni. Il progetto esecutivo, redatto da Massimiliano Fuksas, fu approvato nel marzo 2007, e contestualmente fu emesso il bando di gara per la costruzione. La posa della prima pietra avvenne l’11 dicembre 2007 alla presenza dell’architetto Massimiliano Fuksas e varie autorità tra cui l’allora sindaco di Roma Walter Veltroni. I lavori iniziarono nel mese di febbraio 2008 Il costo inizialmente previsto era di 275 milioni di euro, l’appalto era stato aggiudicato per 272 milioni, nel corso degli anni ha superato i 413 milioni di euro

Nel dicembre 2013 viste le ristrettezze di bilancio del Comune di Roma i lavori rischiavano di essere interrotti ma il governo con la legge di stabilità ha stanziato un prestito di 100 milioni di euro da restituire in 30 anni per permettere di continuare i lavori. Con questo stanziamento si prevedeva che i lavori venissero completati per consentirne l’inaugurazione entro l’EXPO 2015, ma nel marzo 2014 l’architetto Fuksas, autore dell’opera, ha espresso scetticismo per il completamento nei tempi indicati. E di qualche giorno fa la nuova polemica tra il progettista ed il committente.

Adesso Eur Spa, come tutte le società per azioni deve garantire (come da statuto) il guadagno assicurato ai propri azionisti. E cosa accadrà, ora che i costi sono aumentati di più del doppio?

Bene, è notizia di poche ore fa che l’Assemblea degli Azionisti ha deliberato la modifica dello Statuto che permetterà di vendere beni vincolati e di particolare interesse storico ed artistico allo scopo di ripianare i debiti dell’ente: Archivio Centrale dello Stato, il Museo Pigorini, il Museo delle Arti e Tradizioni popolari, il Museo dell’Alto Medioevo. Tra i possibili acquirenti fondi privati e pubblici come l’Invimit (società del Ministero del Tesoro, che è anche azionista), ma anche Cassa Depositi e Prestiti. In pratica una partita di giro: lo Stato compra gli immobili da se stesso per trovare i soldi per pagare la Nuvola. O i soliti noti, in caso finiscano nelle mani di privati.

Rutelli, Veltroni, Alemanno e ora Marino sono responsabili della questione di questa Nuvola che fa Acqua da tutte le parti: semplicemente sono stati dei cattivi padri di famiglia nell’amministrare, senza contare che Eur SpA è già al centro delle cronache per il coinvolgimento dell’ex ad Riccardo Mancini e dell’ex direttore commerciale Carlo Pucci nelle vicende di Mafia Capitale. Ma i sindaci passati e presente non sono i soli cattivi amministratori: Eur S.p.A. è un’azienda controllata al 90% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (oltre che dal 10% dal Comune di Roma), ovvero da chi controlla tutti i conti italiani. Su diverse scale di lettura potremmo dire che non vi è stata una corretta pianificazione e analisi dei costi ma ad essa non è stato accompagnato un corretto controllo delle variabili onerose che hanno portato a cifre astronomiche per un groviglio di metallo, vetro e cemento.

Tutti questi fatti, tutti questi costi, tutti queste assenze di previsione, tutti questi intrecci finanziari fra pubblico e privato, fra banche e ministeri, fra enti pubblici e società per azioni. Tutte queste AZIONI FINANZIARIE che come al solito gravano sulle spalle delle cittadine e dei cittadini devono essere raccontante con chiarezza.

Vogliamo Risposte alle nostre domande (abbiamo presentato interrogazione al MEF) e soprattutto vogliamo responsabili che paghino la cattiva amministrazione della cosa pubblica.

Clicca l’immagine che segue per andare all’interrogazione a prima Firma Roberta Lombardi presentata Al Ministro dell’economia e delle finanze

nuvola m5s presenta interrogazione a mef

 

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