Renzi Chef del Senato: Il Rubamazzettellum in salsa al giglio

 

Riforma Senato Renzi: Un organo non elettivo, composto da 150 persone che non voterà più la fiducia o il bilancio. Sono questi alcuni punti per la riforma del Senato contenuti nella bozza che il segretario del Partito democratico Matteo Renzipresenterà giovedì pomeriggio durante la Direzione del partito. Dovrà essere ”un organo non elettivo composto da 150 persone, di cui 108 sindaci di comuni capoluogo, 21 presidenti di Regione e 21 esponenti della società civile”, ha anticipato il sindaco di Firenze intervenendo al convegno di Confindustria sulle città metropolitane nel organizzato nel capoluogo toscano. “Il Senato  – ha aggiunto – non sarà elettivo e sarà senza indennità. Gli esponenti della società civile “saranno scelti temporaneamente dal presidente della Repubblica per un mandato”. Il Senato “non vota il bilancio, non dà la fiducia, ma concorre all’elezione del presidente della Repubblica e contribuisce all’elezione dei rappresentanti degli organi europei”

Ora a parte la rappresentanza diseguale dei cittadini tramite i 108 sindaci di comuni capoluogo (e i cittadini che non abitano in comuni capoluogo? Quelli valgono di meno?), ci sono 21 persone su 150 che non sono elette da nessuno e che però votano in un organo che approva leggi, elegge il capo dello stato e i rappresentanti agli organi Europei. A Firenze, a Febbraio, il sole picchia forte. Ma che scrivo? Renzi non sta quasi mai a Firenze, il sole picchia forte un po’ ovunque ma quasi mai a Firenze.

Questa Camera Alta, o Bassa, o Laterale, certamente In Fondo a Destra, vanta copiosi precedenti in tutti i paesi del Mondo in cui è adottata, paesi di cui Renzi ed il suo staff sono sicuri esperti: Territori del Nord Ovest, Stati Uniti Occidentali, Stati Uniti Orientali, Urali, Siberia, Jacuzia, Čita e Kamchatka. A ben vedere, una bella fetta di 8 dei 42 paesi della tavola del Risiko. Oh yeah.

Ora, 21/150 = il 14% dell’assemblea. I votanti alle regionali e comunali (che eleggono i Sindaci e i Presidenti di Regione) sono pari a quelli della Camera, quindi 50milioni ai dati del 2013.

“Una testa un voto” è stato per anni l’ABC della Democrazia e la quinta essenza del Suffragio Universale, roba da sfigati Rivoluzionari Francesi superati dalla Storia e dal Nuovo Pensiero, quello de “shhhhh non disturbate il conducente e garantitegli la Necessaria Stabilità”, un conducente, un manovratore, che forse somiglia più al cavaliere nero del celebre sketch di Proietti che a un De Gaulle.

Se 50 milioni di persone vere eleggono – indirettamente, tramite Comuni e Regioni – l’86% dell’assemblea e se ogni voto è uguale per ogni cittadino, ne consegue che è come se esistessero 8,1 milioni di persone fittizie – l’altro 14% per l’appunto – che votano al posto nostro, o meglio assieme a noi, solo che il voto di questi otto milioni di fantasmi è indicato arbitrariamente e temporaneamente dal Presidente della Repubblica in quel momento in carica.

Un Presidente della Repubblica in carica che dispone di 8,1 milioni di voti a suo piacimento, infatti gli fa votare 21 “nominati” a chiamata diretta, un atto di evidente ispirazione Divina, però valido solo se seduto ex-cathedra Quirinaliensis: un po’ di liturgia è necessaria, salviamo la forma che diamine! Un 14% dei seggi che può spostare le decisioni dell’assemblea in un senso o nell’altro, appoggiando i Sindaci ed i Presidenti ora di questo colore, ora di quello, ora di quest’altro, ora di quest’altro, ora di quest’altro, ora di quest’altro… accidenti quanti sono! Un potere di veto immenso.

Quanto alla partecipazione al collegio che elegge il Presidente della Repubblica di soggetti nominati dal Presidente (con evidenti problemi con riguardo all’ipotesi di rielezione), l’unico sistema analogo che al momento mi viene in mente è lo Stato del Vaticano (!!!), con il Papa che nomina i cardinali i quali nel conclave eleggono il successivo Papa; naturalmente qui il problema della rielezione non esiste ma non mettiamo limiti alla provvidenza, il Vaticano è in forte rinnovamento, quindi chissà …

Ma proviamo a metterci nei panni di Renzi e proviamo a stilare una lista di 21eccellenze della società civile… mi sorge un dubbio, società civile… società civile… sì, ecco la definizione dallo Zingarelli: “sinonimo di ‘Saggi’ o ‘Persone di Comprovata Capacità ed Esperienza’, espediente cui si ricorre quando si vuole sfilare un diritto di rappresentanza democratica ad un insieme di altre persone, la totalità…”, no, forse ho sbagliato pagina o ho lo Zingarelli sbagliato, ma torniamo a noi.

Dicevo, proviamo a metterci nei panni di Renzi il Creatore (brrrrr….) di più, proviamo ad immedesimarci nella classe politica italiana (brrrrr al quadrato) e sforziamoci di pensare come loro, un po’ di coraggio ed ecco la lista, con viva e vibrante soddisssssfazione:

Salvatore Ligresti come rappresentante e personalità di spicco della società civile nel mondo delle Assicurazioni

Francesco Gaetano Caltagirone come rappresentante del mondo dell’Edilizia

Cesare Geronzi come rappresentante per le Banche

Giuliano Amato come rappresentante dei Pensionati

Emilio Riva come rappresentante per l’Industria, sebbene ex aequo con Callisto Tanzi, Sergio Cragnotti e John Elkann

e qui mi fermo perché colta al tempo stesso da un senso di nausea e da una incontrollabile pulsione ad appropriarmi di beni pubblici: non ci si impersona nella classe politica italiana senza effetti collaterali…

E allora vai! Con un esercito di fantasmi silenti ma votanti, mi domando: che sia la Gioiosa Macchina da Guerra “reloaded”? Il pensiero corre ad Occhetto, ma in effetti con l’esercito dei non-viventi-con-diritto-di-voto, a ben vedere… sì, persino il PD potrebbe avere una maggioranza dei seggi nel Nuovo Senato In Fondo a Destra! Vincere le elezioni magari no, però la maggioranza dei seggi sì, con il metodo Kamchatkiano l’innaturale diventa possibile e anche l’acqua scorre verso l’alto. Poi però rinsavisco, perché, rifletto fra me e me, ma…. le 21 persone indicate da un Presidente della Repubblica proveniente dalle fila del PD avrebbero comunque 22 posizioni diverse (!) e quindi ne deduco… forse la Democrazia è salva! almeno in un ramo del Parlamento (ma si chiamerà ancora così dopo la riforma?).

A questo punto suggerisco a Renzi di adottare un meccanismo rappresentativo più efficace, alla Camera e al Senato, quello del rubamazzetto: infatti è solido e robusto, indica certamente la sera stessa dello spoglio delle schede una maggioranza stabile, quella che ruba il mazzetto (*), ed è collaudato da anni ed anni di storia dei giochi a carte.

Signore e Signori, ecco a Voi il RubaMazzettellum in salsa al Giglio!

Un successo assicurato, di sicuro appeal presso l’attuale classe politica italiana, ha tutto! Nomen omen, caro lettore: c’è il “Ruba” e c’è “le Mazzette”, è una roba che si vende da sola!

E il portafoglio è il tuo.

(*) Ho scritto “ruba il mazzetto”, non i soldi all’Erario, giusto per evitare che si confondano i concetti, ecco, solo per chiarezza.

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