Riforme: le Tavole di Renzi

Riforme: le Tavole di Renzi
 

Non capisco questa stagione politica, la correlazione fra riforme istituzionali e “ripresa”, “economia”, “lavoro”, “miglioramento della finanza italiana”. O meglio capisco fin troppo bene che se sei un Governo con le mani legate dalle lobbies e dagli stessi interessi di partito che ti hanno portato ad essere causa del declino del tuo paese, l’unica cosa che puoi provare è fare scena e riempire le cronache politiche di fuffa, non parlando più di lavoro, reddito di cittadinanza, piccola e media impresa, evasione fiscale, conflitto di interessi, anticorruzione, pensioni, riforma fornero….

Provo allora a fare un esercizio ironico perché in qualche modo è così che ce la vendono i TG, è così che ce la spacciano, la “necessità della riforma, riforma buona che è solo la mia, le altre no”.

Punto 1
La legge elettorale (Italicum) è di sistema proporzionale e senza preferenze. Le soglie di sbarramento sono fissate al 12% per le coalizioni, al 4,5% per i partiti coalizzati, all’8% per i non coalizzati. La coalizione che conquista il 37% ha diritto a un premio di maggioranza, ottenendo il 55% dei seggi, cioè 340. Se nessuna coalizione arriva al 37, è previsto un ballottaggio: chi vince ottiene 327 seggi.
Questa riforma porterà la creazione di 400.000 nuovi posti di lavoro nel settore trasporti e logistica!

Punto 2
Il Senato: secondo il ddl Boschi sarà formato da 100 senatori non eletti: 95 scelti dai consigli regionali (75 tra i consiglieri e 20 tra i sindaci) e 5 dal Quirinale.
Questa riforma porterà l’abbassamento del fabbisogno di finanza pubblica del 5%!

Punto 3
Viene modificato l’articolo 72 sui procedimenti abbreviati per l’approvazione dei disegni di legge. In particolare ci sarà una “corsia preferenziale” per i ddl che il governo indicherà come “prioritari” e che dovranno essere discussi e votati entro 60 giorni dalla richiesta dell’esecutivo. Superato questo termine il testo proposto o sostenuto dal governo viene votato senza modifiche.
Questa riforma porterà l’abbassamento dei tassi di interesse riconosciuti sulla nuova emissione di titoli di stato dell’1%, un risparmio di 20 mld euro all’anno sulla spesa per interessi, a regime!

Punto 4
Il testo del governo modifica l’articolo 83 della Costituzione: viene alzato il quorum per l’elezione del presidente della Repubblica: è necessario il voto di due terzi dell’assemblea nei primi 4 scrutini, tre quinti dal 5 all’ottavo, mentre dal nono basterà la maggioranza assoluto.
Questa riforma porterà la creazione di 250.000 nuovi posti di lavoro nel settore turismo!

Punto 5
Il meccanismo di elezione della Corte Costituzionale resta lo stesso: 5 giudici sono eletti dal Parlamento, 5 sono nominati dal presidente della Repubblica, 5 sono designati dalle supreme magistrature.
Questa riforma (mancata) porterà l’aumento del PIL dello 0,5% per ciascuno dei prossimi 3 anni!

Punto 6
Il governo, secondo le anticipazioni dei giornali non smentite dal governo, vuole cambiare sistema di voto per la composizione del Csm. Sarà rivisto anche il sistema disciplinare: i magistrati faranno ricorso a un’Alta corte anziché alla Corte di Cassazione. Intanto un provvedimento del governo ha anticipando la pensione delle toghe da 75 a 70 anni.
Questa riforma porterà l’assunzione incrementale di 50.000 persone nel settore industria pesante!

Punto 7
Nella riforma della giustizia presentata dal governo ci sono vari punti (responsabilità civile, intercettazioni, processo civile), ma non c’è niente sulla riforma dell’ordinamento giudiziario che continua a dare al procuratore capo un ruolo di preminenza rispetto ai sostituti.
Questa riforma amplierà l’offerta dei mutui per acquisto prima casa per il 80% del valore commerciale ad una platea di 150.000 famiglie!

Punto 8
La Commissione, rispetto al ddl del governo, “ha disposto il ripristino dell’articolo 68 della Costituzione nel testo ad oggi vigente”, con riconoscimento ai senatori del medesimo regime di immunità già previsto per i deputati. Per applicare misure cautelari o usare le intercettazioni dei senatori servirà l’ok dell’Aula.
Questa riforma ridurrà drasticamente l’evasione fiscale facendo recuperare 100 mld di euro l’anno di mancato gettito!

Punto 9
Attualmente non sono previste leggi sulle telecomunicazioni che modifichino la legge Gasparri né misure sul conflitto d’interesse (tutti gli emendamenti all’Italicum che andavano in questo senso sono stati finora bocciati). Restano finanziamenti pubblici di varia natura ai giornali.
Questa riforma ridurrà drasticamente l’elusione fiscale facendo recuperare 10 mld di euro l’anno di mancato gettito!

Punto 10
Per presentare referendum abrogativi serviranno 800mila firme (anziché 500mila), anche se con un quorum per la validità della consultazione indicativamente più basso. Serviranno più sottoscrizioni anche per presentare leggi di iniziativa popolare: 250mila anziché 50mila.
Questa riforma porterà la creazione di 1.000.000 di nuovi posti di lavoro nel settore delle energie alternative, servizi web, telecomunicazioni, ricerca scientifica!

2 thoughts on “Riforme: le Tavole di Renzi”

  1. Gianni scrive:

    Ma sono 10 vaneggiamenti :(

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Close
Grazie del vostro supporto...
Mettiti in Movimento, condividi sui tuoi Socials...