Rimborsi esenti da tasse? Serve una rendicontazione trasparente!

Roberta Lombardi in video
 

La trasparenza, assieme al taglio dei costi delle politica, è da sempre una delle battaglie principali portate avanti dal MoVimento 5 Stelle. Le spese effettuate dai parlamentari con i soldi dei cittadini (che li pagano) devono essere rendicontate e in modo più che trasparente, ed è proprio questa necessità di avere chiarezza a tornare sotto i riflettori, stavolta supportata dal Testo Unico per le Imposte sui Redditi.

Il Testo Unico per le Imposte sui Redditi, cioè il testo che regola le tasse che OGNI CITTADINO deve pagare allo Stato, prevede che i rimborsi percepiti dai parlamentari siano esenti da tasse solo nel caso in cui siano effettivamente dei rimborsi per andare a coprire delle spese realmente sostenute per l’alloggio a Roma e l’esercizio del mandato.

Nel mentre, l’articolo 2 e l’articolo 5 della legge del 31 ottobre 1965, n.1265 – ossia la legge che disciplina le indennità dei parlamentari (che noi del MoVimento 5 Stelle vorremmo modificare con la nostra Proposta di Legge) – affermano che le somme dei rimborsi, proprio in quanto tali, sono esenti da tasse e dunque “non possono comunque essere computate agli effetti dell’accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell’aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuti sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto“.

Fin qui la legislazione sembrerebbe chiara ed equa.
In realtà non tutti i parlamentari incorrono in spese per l’alloggio e l’esercizio del loro mandato, malgrado ciò tutti loro hanno diritto a delle somme di denaro forfetarie definite “rimborsi” che dovrebbero coprire tali eventuali spese.
Considerando che per la legge solo i rimborsi – in quanto realmente tali – hanno diritto di essere considerati esenti da tasse, non sarebbe corretto nei confronti dei cittadini IMPORRE ai parlamentari una RENDICONTAZIONE TRASPARENTE di tutte le spese di mandato? Solo così si potrebbe avere la certezza che i rimborsi siano VERI rimborsi e non una fonte di REDDITO NON TASSATO (ricordandoci che si parla di circa 70.000 euro l’anno, non certo spicci). Questo é quanto abbiamo fatto presente all’Agenzia delle Entrate, chiedendo un suo parere in merito.

Non imporre tale trasparenza sarebbe l’ennesimo trattamento di favore per i politici a discapito dei cittadini comuni, dai quali il Fisco pretende PRECISIONE e PUNTUALITÀ nelle dichiarazioni dei redditi. Per noi del MoVimento 5 Stelle la legge deve essere DAVVERO uguale per TUTTI.

È arrivato il momento per chi fa le leggi di iniziare a dare il buon esempio, quanto meno rispettando tali leggi come fanno tutti gli altri.

Per vedere il mio video sul tema:
https://www.facebook.com/RobertaLombardiPortavoce/videos/vb.350507821724351/1140415319400260/?type=2&theater

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