Risparmiateci… le bugie

Taglio dei costi della politica
 

In campagna elettorale, si sa, la parola d’ordine è: Demagogia! E dato che il nostro Paese è in perenne campagna elettorale, Renzie ha subito sfoggiato non un cavallo di battaglia, bensì un vero e proprio stallone: il taglio dei costi della politica.

Così ha prima finto di abolire le province, poi è tornato alla carica con l’abolizione del Senato, la panacea di tutti i mali… in tempi di elezioni.

Quindi cosa ha fatto il nostro caro presidente? Ha depositato un ingarbugliato e indecente disegno di riforma costituzionale che quasi certamente non vedrà mai la luce e ha inondato i media di dichiarazioni entusiaste: l’eliminazione dei senatori risolleverà le sorti economiche del Paese!

Se davvero l’intenzione fosse stata quella di risparmiare, non avrebbe fatto prima a presentare un onesto disegno di legge ordinaria per ridurre il numero dei parlamentari?

Ma non ci dimentichiamo che stiamo parlando dell’uomo che, di fronte alla richiesta di Beppe Grillo di rinunciare ai rimborsi elettorali, rilanciò la posta sciorinando sul tavolo da gioco tanta di quella roba che alla fine la buttò in caciara. Come se i soldi degli italiani siano poi il piatto di una partita a poker.

Chi invece, come noi parlamentari del m5s, è tacciato di demagogia dalla notte dei tempi, i soldi agli italiani li restituisce per davvero: paradossi del bel Paese.

Già, perché delle cifre da capogiro versate sui nostri conti correnti, noi tratteniamo 5.000 euro lordi al mese che, al netto di tasse e imposte, corrispondono a circa 2.500 euro mensili; una signora cifra, intendiamoci, eppure ritenuta insufficiente da tutti gli altri parlamentari.

Oltre a versare l’eccedenza dell’indennità in un fondo di garanzia per le pmi da noi appositamente istituito, rinunciamo anche all’assegno di fine mandato. Delle spese di soggiorno e viaggio che ci vengono rimborsate, rendicontiamo e pubblichiamo online fino all’ultimo centesimo, costantemente sommersi da scontrini e ricevute che sbucano in ogni dove.

Come se non bastasse, pervicaci e stucchevoli come al solito, non ci siamo limitati a dimostrare con i fatti di voler risparmiare! Abbiamo anche presentato una proposta di legge che traduca le nostre azioni in norme generali e astratte – quindi valide per tutti i membri del parlamento – .

In sintesi, il trattamento economico dei parlamentari è così disciplinato:
1.12 indennità mensili pari ognuna a euro 5.000 lordi;
2. nessuna indennità aggiuntiva di carica;
3. equiparazione indennità di parlamentari e consiglieri regionali;
4. emissione di una carta di credito con un plafond di 3.500 euro mensili per rimborso spese di soggiorno e viaggio da rendicontare e pubblicare sul sito ufficiale della camera di appartenenza;
5. sanzioni economiche per le ipotesi di irregolarità nella rendicontazione;
6. i parlamentari residenti a Roma non percepiscono rimborsi per l’alloggio;
7. decurtazione dei rimborsi per ogni giorno di assenza da aula e commissione;
8. rimborso mensile per le spese di esercizio del mandato e per i collaboratori pari a euro 3.690, da rendicontare e pubblicare;
9. abolizione dell’assegno di fine mandato e applicazione della disciplina prevista per i lavoratori dipendenti in materia di tfr;
10. applicazione del regime fiscale ordinario all’indennità;
11. applicazione del sistema previdenziale contributivo e divieto di cumulo della pensione con altre eventuali indennità;
12. applicazione della disciplina prevista per i lavoratori dipendenti in materia di congedo di maternità, di paternità e parentale.

Cari politici e politicanti, ora siete tutti invitati a votare a favore di questa proposta. E non ci ringraziate se vi stiamo dando l’ennesima chance per acquistare un minimo di credibilità. Sapete, noi lo facciamo per i cittadini italiani.

La Proposta di Legge

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