Roberto Mancini è una vittima del dovere!

Roberto Mancini: una vittima del dovere.
 

Di Roberto Mancini noi del M5s abbiamo già scritto tante volte. Soprattutto negli ultimi mesi abbiamo cercato di amplificare le richieste di giustizia che Roberto e la sua famiglia lanciavano a gran voce.

Abbiamo raccontato l’ennesimo episodio di vergogna delle istituzioni di questo Paese, nella speranza che un servitore fedele e indefesso della patria venisse ascoltato dai responsabili della sua malattia.

Il 30 aprile scorso, il poliziotto che per primo ha scoperto l’orrore e il malaffare della terra dei fuochi ci ha lasciati. Ai funerali celebrati in forma solenne due giorni dopo, tranne noi del movimento, nessun rappresentante della Camera dei deputati – con cui Roberto ha collaborato per anni – è venuto a rendere omaggio all’autore della più grossa inchiesta sul ciclo dei rifiuti tossici.

Il Parlamento continua a negare la propria responsabilità nella vicenda e si rifiuta di risarcire il danno patito da Roberto e dai suoi famigliari in tutti questi anni.

Di seguito le lettera che io ed Ermete Realacci abbiamo inviato al Ministro dell’Interno per riconoscere a Mancini lo status di vittima del dovere, per consentire a mogli e figlia di sopravvivere dignitosamente a questa tragedia.

Egr. Ministro Alfano, oggi 30 aprile 2014 è morto il dott. Roberto Mancini, sostituto commissario di Polizia a Roma e, dal 1997 al 2001, consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, presieduta da Massimo Scalia, per conto della quale ha svolto numerose missioni in Italia, nella “terra dei fuochi”, e all’estero.
Durante tale collaborazione, Roberto Mancini ha effettuato decine di sopralluoghi in discariche di rifiuti tossici e radioattivi, entrando in contatto con le scorie sversate dalla camorra e dalle industrie chimiche; ha visitato le centrali nucleari italiane, è sceso nel ventre delle miniere di sale in Germania, ha percorso metro per metro i luoghi dell’orrore in provincia di Caserta, ha seguito i percorsi dei camion carichi di veleni del nord Italia spediti verso la terra dei fuochi. In tutta la sua attività, svolta con coraggio e dedizione, Roberto Mancini ha sempre fatto onore alla Polizia e allo Stato italiano.
Nel 2002 gli è stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin.
In data 21 aprile 2010, su richiesta del Ministero dell’Interno, il Comitato di verifica del Ministero delle Finanze, organo consultivo per l’emanazione di pareri sulla dipendenza da causa di servizio delle infermità contratte da dipendenti pubblici, civili o militari, ha certificato il nesso causale esistente tra il tumore del sangue di cui si è ammalato Roberto Mancini e l’attività di servizio dallo stesso prestata.
Pertanto CHIEDIAMO in base al D.P.R. 7 luglio 2006, n. 243 – Provvedimenti alla vittime del dovere – il riconoscimento dello status di “vittima del dovere” a Roberto Mancini e la conseguente corresponsione delle provvidenze e dei benefici di legge ai famigliari superstiti.

La lettera al Ministro Alfano

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