Veltroni… a volte ritornano…

 

Veltroni… vorrebbero farlo ritornare…

Dice che la Domenica fosse fatta per riposare, per rasserenarsi… dice…
Ieri invece, dei cari amici, mi hanno sottoposto alla raffinata tortura di leggere una lettera di Veltroni a Repubblica, l’house organ piddino, che sta iniziando l’opera di disseppellimento della salma putrefatta, in previsione di quella candidatura al Quirinale di cui ci avevano parlato i giornalisti durante la conferenza stampa su #MafiaCapitale.

Della serie “Non c’è limite al peggio”… ma lo ricordate Veltroni come Sindaco?

Io che sono romana, e che ho avuto la “fortuna” di avere Veltroni come sindaco, ricordo molto bene di aver visto, grazie a lui, un’involuzione affaristica della politica urbanistica di Roma che non conosceva precedenti. La politica urbanistica di una città ne costituisce il cuore, stabilisce come sarà la città che vivi, il livello dei servizi che ti dovrà offrire, la qualità della vita che di cui godrai.
Veltroni e la sua Giunta, nella quale c’erano, fra gli altri, anche un paio di veri campioni che oggi sono miei colleghi alla Camera, Causi e Morassut, espropriarono di fatto tutte le prerogative del Consiglio Comunale. Riuscirono a ridurre sapientemente, a mero organismo di ratifica di decisioni prese altrove, quello che dovrebbe essere il massimo luogo decisionale, il vero cuore pulsante di una città.

Un po’ come oggi accade per il Parlamento, diciamo che manco su questo Renzi è stato originale.

Nel campo urbanistico, le decisioni venivano prese di volta in volta in accordo con la proprietà fondiaria, coincidente guarda caso con il palazzinaro di turno, e ratificate, poi,  attraverso l’approvazione di singoli progetti di trasformazione, pomposamente definiti come “accordi di programma“.
La Partecipazione dei cittadini, al Governo della Città, fu completamente azzerata, escludendoli di fatto dal diritto a contribuire alle decisioni sulle libertà sociali, e sulle trasformazioni dell’ambiente in cui vivevano.
Tutto ciò avvenne in violazione delle Direttive europee, delle leggi nazionali e dello stesso statuto del Consiglio comunale di Roma, senza scordare lo specifico Regolamento della Partecipazione.
Roma diventò, grazie all’ amministrazione Veltroni, una città senza regole, gettando abbondanti semi di quella che, oggi, viene definita come “La Capitale della Mafia“.

Non per nulla il suo vice capo di gabinetto di allora, era quel Luca Ode(o)vaine che oggi è stato arrestato per corruzione aggravata.
Me lo ricordo bene quando “lo Sceriffo” ci tenne fuori dall’ultimo Consiglio Comunale che approvò il Nuovo Piano Reg”A”latore di Roma, lo sfregio supremo delle amministrazioni Veltroni, alla Città Eterna.
Ode(o)vaine vietò l’accesso ai cittadini, stendendo invece il tappeto rosso ai palazzinari ingordi che andavano a vedere con i loro occhi, il trionfo dei loro interessi privati rispetto  a quelli pubblici… scordo la tutela del bene comune? Ma quale Tutela!!!
Io quella scena non me la sono dimenticata, ma voi?
Oggi il caro “vecchio” Veltroni, cade dal pero, con una faccia di tolla decisamente modello competizione….  “… noo… ma che davvero? Luca? Ma come, sembrava taaaanto na’ brava persona!!!!!” … plin, plin, plin…
…lo spartito della canzoncina non vi sembra proprio quello di Mastro Marino “LoSmarrito”?
Sarebbero patetici, veramente da ricovero, se non fosse che questi signori decidono da troppo tempo delle nostre vite.

Pensateci… pensateci bene…

PS: Vi riporto le conseguenze della politica urbanistica di Veltroni, della serie, pensate cosa potrebbe fare come Presidente della Repubblica, garante dei poteri forti, altro che della Costituzione…
La cementificazione massiva e senza regole avviata dal sindaco Veltroni e dalla sua Giunta, ha avuto  un fortissimo impatto sul territorio e sulla qualità della vita dei cittadini romani in quanto:

  1. ha disatteso quanto previsto dal Piano Regolatore attraverso lo strumento perverso dell’accordo di programma.
  2. non ha tenuto conto di una mobilità quasi al collasso che ha visto il proprio aggravarsi dall’occupazione delle ultime aree libere.
  3. non ha effettuato valutazioni di impatto ambientale o le ha ignorate completamente, anche quando andavano a denunciare un futuro pregiudizio per le risorse naturali del territorio, come nel caso delle falde acquifere di cui è ricco il sottosuolo romano.
  4. ha usato soldi dei contribuenti per azioni legali amministrative tese a svincolare aree protette a livello urbanistico, paesaggistico ed archeologico per renderle edificabili.
  5. ha disgregato il tessuto socio-economico locale eliminando il rapporto con l’attività economica di prossimità autorizzando l’apertura di un numero decisamente sovradimensionato di centri commerciali.
  6. ha devastato il fertile agro romano, che dovrà essere la prevalente risorsa, e fonte di approvvigionamento dell’area cittadina, quando il rifornimento alimentare da località lontane, diventerà ancora più antieconomico per una logistica di trasporto i cui costi sono impazziti da anni… a parte l’ingombro e l’inquinamento della folla di mega camion frigoriferi che ogni giorno aggredisce la circolazione cittadina…

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3 thoughts on “Veltroni… a volte ritornano…”

  1. Leo loria scrive:

    Roberta, con questo non voglio sminuire la vostra encomiabile azione, ma sei certa che non necessiti anche una pacifica, silenziosa, pressione fisica? Non riuscivo a mettere insieme un milioni no di persone?

     
  2. antonio scrive:

    Ma fare il cavallo di troia non sarebbe una strategia da provare x buttare fuori questi parassiti

     

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